Teofilo Panarelli, medico eretico del XVI sec.

Teofilo Panarelli è stato un medico del XVI sec., perseguitato e condannato a morte dall'Inquisizione.

Figlio del medico Nicola Antonio Panarelli, nacque a Monopoli, ma tutta la sua famiglia si trasferì nell'isola di Veglia dopo che un'epidemia di peste colse la città natale nel 1528. Il padre si avvicinò alle nuove idee religiose in Dalmazia e le trasmise ai figli. Il fratello Agostino emigrò in Germania, mentre Teofilo studiò medicina presso l'Università di Padova (dove giunse attorno al 1540), trasferendosi quindi a Venezia per esercitare come medico. A Venezia frequentò il poligrafo umanista Girolamo Ruscelli, sposato con sua sorella Virginia, che lo introdusse negli ambienti colti della città lagunare, e si mise alla guida di una conventicola eterodossa che subì una feroce offensiva da parte dell'Inquisizione a partire dal 1568. Per fuggire la persecuzione, fu costretto a lasciare Venezia e ad errare per l'Italia del Nord, fermandosi in particolare a Trieste, dove assistette l'amico medico e compagno di fede in fin di vita Giuseppe Moscardo. Tentò di ottenere una condotta medica a Graz, ma, intercettato ed arrestato, fu tradotto a Roma, dove fu condannato a morte e impiccato (con il conseguente rogo del suo cadavere) presso Ponte Sant'Angelo il 22 febbraio 1572.

A Teofilo Panarelli è dedicata una voce del Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia. Per consultare la voce, redatta da Angelo Schiavone, collegarsi alla pagina:

http://www.ereticopedia.org/teofilo-panarelli