PNRR e premialità all’Università Vanvitelli: le domande aperte su un progetto di ricerca

A pochi anni dal settecentenario della morte di Dante, celebrato nel 2021, il progetto MaTELDa studia la tradizione manoscritta e l’esegesi del Sommo Poeta. Nel progetto PNRR svolto presso il Dipartimento di Lettere e Beni culturali (DiLBeC) dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, la proposta approvata prevede 36.811 euro lordi di premialità in busta paga: 21.408 euro per il responsabile scientifico Ciro Perna e 15.403 euro per Giulio Sodano, direttore del Dipartimento. L’Ateneo può, ma non deve, destinare alla premialità in busta paga somme di questa entità. Occorre quindi comprendere quali attività e quali risultati abbiano motivato questa scelta.
Sodano è uno storico dell’età moderna, con ricerche su corti e aristocrazie europee, santità e vita religiosa nel Mezzogiorno, soprattutto fra Seicento e Settecento. Per lui sono rendicontate 545 ore, contro le 442 del responsabile scientifico. Nessuna premialità, invece, per un terzo componente del gruppo, specialista di filologia della letteratura italiana e, in particolare, dantesca: tutte le sue 263 ore sono state classificate come attività di base, con peso zero. Cosa ha determinato una valutazione così diversa? Per comprendere, serve una descrizione del lavoro almeno altrettanto precisa di quella dei compensi.

Vanvitelli University, NextGenerationEU Funding and Incentive Payments: Unanswered Questions about a Research Project

In the wake of the 700th anniversary of Dante's death in 2021, the MaTELDa project explores the manuscript tradition and exegetical reception of his works. Within the project funded by Italy's National Recovery and Resilience Plan (PNRR) and carried out at the Department of Humanities and Cultural Heritage (DiLBeC) of the University of Campania “Luigi Vanvitelli”, the approved proposal provides for €36,811 in gross incentive payments through payroll: €21,408 for the principal investigator, Ciro Perna, and €15,403 for Giulio Sodano, Director of the Department. The University is permitted, but not required, to allocate sums of this magnitude to incentive payments through payroll. It is therefore necessary to establish which activities and results justified this decision.
Sodano is a historian of the early modern period whose research focuses on European courts and aristocracies, sainthood and religious life in southern Italy, particularly from the seventeenth to the eighteenth centuries. He has reported 545 hours of work, compared with 442 for the principal investigator. No incentive payment, by contrast, is envisaged for a third member of the team, a specialist in Italian literary philology and Dante studies: all 263 of his hours were classified as basic activities, carrying a weighting of zero. What accounts for such a different assessment? Answering that question requires an account of the work performed at least as precise as the breakdown of payments.

Atlante dell'Inquisizione


Ereticopedia e il Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo si arricchiscono di una nuova ambiziosa sezione: l’Atlante dell’Inquisizione, che collega la geografia storica delle istituzioni inquisitoriali alle voci del Dizionario attraverso mappe interattive.

Sono attualmente disponibili tre percorsi:
Le carte permettono di esplorare le diverse aree geografiche, cercare una località e, cliccando sui nomi o sui punti, consultare date, informazioni istituzionali e collegamenti alle voci pertinenti. Le rappresentazioni sono cumulative: comprendono sedi attive in epoche diverse, secondo i criteri illustrati nelle singole pagine.
Un percorso specifico è dedicato alla Geografia delle fonti archivistiche sull’Inquisizione romana, che censisce e localizza gli attuali istituti conservatori di fondi, serie e nuclei documentari relativi al Sant’Uffizio romano e alla Congregazione dell’Indice, comprendendo anche documentazione prodotta da altre istituzioni quando pertinente. Attraverso una mappa interattiva e un repertorio consultabile mediante diversi filtri, è possibile individuare i luoghi di conservazione delle fonti, esplorarne le articolazioni archivistiche e accedere ai relativi strumenti di descrizione. La geografia della documentazione conservata si affianca così a quella storica dei tribunali, offrendo un ulteriore strumento per orientarsi nella ricerca.
L’iniziativa nel suo complesso sviluppa uno degli obiettivi principali di Ereticopedia: utilizzare le possibilità del digitale per mettere in relazione le conoscenze e rendere la ricerca storica liberamente accessibile, offrendo strumenti utili anche alla didattica e alla divulgazione.

Come il resto del macroprogetto Ereticopedia, l’Atlante è aperto a correzioni, integrazioni e proposte di collaborazione.

Custer e Little Bighorn (23/10/2026)

Venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 18:00 Parresia, piattaforma digitale dell'Associazione CLORI e del suo network Cantiere Storico Filologico dedica una live alla figura del Generale George Armstrong Custer e alla sua disfatta a Little Bighorn (25 giugno 1876).

Luca Al Sabbagh dialoga con Michele Angelini del canale ‪@lacortestoricadiniccolo‬

LINK DIRETTO ALLA LIVE: https://www.youtube.com/watch?v=nVEPgvxKWWo

Girolamo Imbruglia’s Cosmos between the History of Utopia and the History of Toleration: New Subjects, Old Reconstructions

On the books by Girolamo Imbruglia, Utopia. Una storia politica da Savonarola a Babeuf, Carocci, Roma 2021, 204 pp., Lucia Felici, Girolamo Imbruglia, La tolleranza in età moderna. Idee, conflitti, protagonisti (secoli XVI-XVIII), Carocci, Roma 2024, 336 pp., Lucia Felici, Girolamo Imbruglia, A Cultural History of Tolerance. Ideas, Conflicts, and Protagonists, Routledge, Abington-New York 2026, 262 pp.

Within the space of just three years, Girolamo Imbruglia has published two books with Carocci which, despite their different titles, cover largely overlapping ground. Utopia reconstructs the changing conceptions of the ideal society from Savonarolan prophetism to the French Revolution; La tolleranza in età moderna, co-authored with Lucia Felici, examines the history of religious toleration and its relationship to the emergence of sovereignty and political liberty. The second book has since appeared in an English edition, recently published by Routledge, which reorganises and further develops its treatment of the subject. The sequence is revealing: the subjects multiply, while the paradigm intended to explain them displays remarkable stability. In other words, with Imbruglia the titles change and the range of topics expands, but the same questions, the same interpretative categories and often the same protagonists invariably return. The question is whether this proliferation of publications corresponds to any substantive advance in historiographical thinking or, more simply, to the continual restatement of interpretations formulated earlier; above all, it is how far the overall findings can genuinely be considered original.
At the centre of these latest publications, issued by Carocci and Routledge, lies the relationship between religion and politics in early modern Europe. Montaigne, Bodin, Spinoza, Locke and Montesquieu recur; so do community, civil religion, sovereignty and secularisation. Utopia and toleration become two vantage points from which to reconstruct the transformation of the ways in which power was legitimised and the emergence of political modernity. The undertaking has a discernible ambition. Less discernible is the interpretative gain achieved by moving from one subject to the other.

Il cosmo di Girolamo Imbruglia tra storia dell'utopia e storia della tolleranza. Nuovi oggetti, vecchie ricostruzioni

A proposito dei volumi di Girolamo Imbruglia, Utopia. Una storia politica da Savonarola a Babeuf, Carocci, Roma 2021, 204 pp., Lucia Felici, Girolamo Imbruglia, La tolleranza in età moderna. Idee, conflitti, protagonisti (secoli XVI-XVIII), Carocci, Roma 2024, 336 pp., Lucia Felici, Girolamo Imbruglia, A Cultural History of Tolerance. Ideas, Conflicts, and Protagonists, Routledge, Abington-New York 2026, 262 pp.

A distanza di soli tre anni Girolamo Imbruglia ha pubblicato presso Carocci due volumi che, sotto titoli differenti, percorrono territori largamente contigui. Utopia ricostruisce le trasformazioni delle concezioni della società ideale dal profetismo savonaroliano alla Rivoluzione francese; La tolleranza in età moderna, scritto insieme a Lucia Felici, affronta la storia della tolleranza religiosa e il suo rapporto con la formazione della sovranità e della libertà politica. Il secondo libro ha poi conosciuto una versione inglese, appena pubblicata da Routledge, che ne riorganizza e articola ulteriormente la trattazione. La successione è significativa: gli oggetti si moltiplicano, mentre il paradigma che dovrebbe spiegarli mostra una tenace stabilità. Ovvero con Imbruglia cambiano i titoli, si ampliano gli argomenti trattati, ma ritornano puntualmente gli stessi problemi, le medesime categorie interpretative e spesso gli stessi protagonisti. La questione è comprendere se a questa moltiplicazione delle pubblicazioni corrisponda un effettivo avanzamento della riflessione storiografica oppure, più semplicemente, una continua riproposizione di interpretazioni già elaborate in precedenza e, soprattutto, fino a che punto i risultati complessivi possano considerarsi realmente originali.
Al centro di questi ultimi  oggetti editoriali, pubblicati con Carocci e Routledge, si colloca il problema dei rapporti fra religione e politica nell’Europa moderna. Ritornano Montaigne, Bodin, Spinoza, Locke, Montesquieu; ritornano comunità, religione civile, sovranità, secolarizzazione. Utopia e tolleranza diventano due punti d’osservazione per ricostruire la trasformazione delle forme di legittimazione del potere e la nascita della modernità politica. L’operazione ha un’ambizione riconoscibile. Meno riconoscibile è il guadagno interpretativo prodotto dal passaggio dall’uno all’altro oggetto.

DREST UNIMORE, the Alberto Melloni System Strikes Again

The rankings for the 42nd cycle of DREST, the Italian Doctoral School in Religious Studies based at the University of Modena and Reggio Emilia (UNIMORE), conceived and founded by Alberto Melloni, provide further grounds for reflection on a project we have already examined in our earlier article The Melloni System: Much Power, Abundant Funding, Few Results?.
For the 2026/2027 academic year, 30 doctoral scholarships were once again advertised, the minimum number required to retain status as a National Doctoral School. In Italy, National Doctoral Schools are research training programmes run jointly by universities and research institutions, including international partners, in areas of strategic importance. They must involve at least five participating institutions and offer a minimum of 30 funded doctoral scholarships per cycle. Yet the official rankings published by UNIMORE show only 19 candidates admitted with scholarships, or 63.3% of the places available. As many as 11 scholarships, representing 36.7% of the total, therefore remained unallocated in the initial rankings.
This outcome deserves attention in the case of a national Doctoral School supported by a wide network of universities and research institutions, and established with undoubtedly considerable scientific and educational ambitions.
But there is another point to bear in mind: the 19 candidates offered scholarships are not necessarily 19 students who will actually enrol.
It remains to be seen how many of these candidates, already considerably fewer than the available places, will actually enrol. In light of what happened in previous rounds, there is no guarantee that all will accept their scholarships and begin doctoral study. Further offers may also be made as the rankings are used to fill vacancies, potentially altering the initial picture.
Only once enrolment procedures and any subsequent offers have been completed will it be possible to establish the actual number of new doctoral students. Given previous experience, even this modest initial result should not be taken for granted.

DREST UNIMORE, il sistema Melloni colpisce ancora: 30 borse, 19 ammessi. Aspettando gli immatricolati…

Le graduatorie del XLII ciclo del DREST, il Dottorato di Interesse Nazionale in Studi Religiosi con sede amministrativa presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), ideato e fondato da Alberto Melloni, offrono nuovi elementi di riflessione sulle dinamiche di un progetto del quale ci siamo già occupati nel precedente pezzo Il sistema Melloni: molto potere, molti finanziamenti, pochi risultati?.
Anche per l'anno accademico 2026/2027 sono state bandite 30 borse di dottorato, il numero minimo per mantenere lo status di dottorato nazionale. Dalle graduatorie ufficiali pubblicate da UNIMORE risultano però soltanto 19 candidati ammessi con borsa, ossia il 63,3% dei posti disponibili. Ben 11 borse, pari al 36,7% del totale, non risultano quindi assegnate nelle graduatorie iniziali.
È un risultato che merita attenzione per un dottorato di interesse nazionale, sostenuto da una vasta rete di università e istituzioni di ricerca e concepito con ambizioni scientifiche e formative certamente considerevoli.
Ma c'è un'altra circostanza da tenere presente: i 19 ammessi con borsa non sono necessariamente 19 immatricolati.
Bisognerà infatti verificare quanti di questi candidati, già sensibilmente meno numerosi dei posti disponibili, procederanno effettivamente all'immatricolazione. Alla luce di quanto successo nelle precedenti tornate, non è affatto scontato che tutti accettino la borsa e inizino il percorso dottorale. Sono inoltre previsti eventuali scorrimenti delle graduatorie, che potrebbero modificare il quadro iniziale.
Soltanto al termine delle procedure di immatricolazione e degli eventuali subentri sarà possibile conoscere il numero effettivo dei nuovi dottorandi. E, alla luce delle esperienze precedenti, non sarebbe prudente dare per acquisito neppure il modesto risultato iniziale.

La Riforma protestante (02/10/2026)

Venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 18:00 Parresia, piattaforma digitale dell'Associazione CLORI e del suo network Cantiere Storico Filologico, dedica una live alla storia della Riforma protestante, con Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli.

LINK DIRETTO ALLA LIVE: https://www.youtube.com/live/5sbevcbwwXY

The Jason Arday Case and the Dark Side of Academia: Merit, Power, and Academic Distress


Note: This is the English version of an article originally published in Italian on the ROARS – Return on Academic Research and School website under the title Il caso Jason Arday e il lato oscuro dell’università: merito, potere e sofferenza accademica. The original Italian version is available at: https://www.roars.it/il-caso-jason-arday-e-il-lato-oscuro-delluniversita-merito-potere-e-sofferenza-accademica/

The death of Jason Arday, who was found dead at his London home on 14 August 2026, just days after resigning from his position as Professor of Sociology of Education at the University of Cambridge, risks being rapidly swallowed up by the ever-accelerating succession of media controversies. That would be a mistake. The Arday case deserves further discussion and, above all, needs to be rescued from the simplistic interpretations that immediately emerged on opposing sides.
The issue is not simply whether Arday committed plagiarism, how serious the alleged irregularities were, or how reliable certain elements of the public narrative surrounding his extraordinary academic rise actually were. It is also about examining how the contemporary university operates: its recruitment criteria, the construction of careers and reputations, inclusion policies, the mental health of those who work within it and, not least, the ability of media and social-media campaigns to turn legitimate critical scrutiny into a potentially devastating form of public exposure.