Al centro di questi ultimi oggetti editoriali, pubblicati con Carocci e Routledge, si colloca il problema dei rapporti fra religione e politica nell’Europa moderna. Ritornano Montaigne, Bodin, Spinoza, Locke, Montesquieu; ritornano comunità, religione civile, sovranità, secolarizzazione. Utopia e tolleranza diventano due punti d’osservazione per ricostruire la trasformazione delle forme di legittimazione del potere e la nascita della modernità politica. L’operazione ha un’ambizione riconoscibile. Meno riconoscibile, nei materiali qui esaminati, è il guadagno interpretativo prodotto dal passaggio dall’uno all’altro oggetto.
Cantiere Storico Filologico
Convergenze umanistiche in rete. Note, discussioni e disseminazioni
Il cosmo di Girolamo Imbruglia tra storia dell'utopia e storia della tolleranza. Nuovi oggetti, vecchie ricostruzioni
Al centro di questi ultimi oggetti editoriali, pubblicati con Carocci e Routledge, si colloca il problema dei rapporti fra religione e politica nell’Europa moderna. Ritornano Montaigne, Bodin, Spinoza, Locke, Montesquieu; ritornano comunità, religione civile, sovranità, secolarizzazione. Utopia e tolleranza diventano due punti d’osservazione per ricostruire la trasformazione delle forme di legittimazione del potere e la nascita della modernità politica. L’operazione ha un’ambizione riconoscibile. Meno riconoscibile, nei materiali qui esaminati, è il guadagno interpretativo prodotto dal passaggio dall’uno all’altro oggetto.
DREST UNIMORE, the Alberto Melloni System Strikes Again
For the 2026/2027 academic year, 30 doctoral scholarships were once again advertised, the minimum number required to retain status as a National Doctoral School. In Italy, National Doctoral Schools are research training programmes run jointly by universities and research institutions, including international partners, in areas of strategic importance. They must involve at least five participating institutions and offer a minimum of 30 funded doctoral scholarships per cycle. Yet the official rankings published by UNIMORE show only 19 candidates admitted with scholarships, or 63.3% of the places available. As many as 11 scholarships, representing 36.7% of the total, therefore remained unallocated in the initial rankings.
But there is another point to bear in mind: the 19 candidates offered scholarships are not necessarily 19 students who will actually enrol.
It remains to be seen how many of these candidates, already considerably fewer than the available places, will actually enrol. In light of what happened in previous rounds, there is no guarantee that all will accept their scholarships and begin doctoral study. Further offers may also be made as the rankings are used to fill vacancies, potentially altering the initial picture.
Only once enrolment procedures and any subsequent offers have been completed will it be possible to establish the actual number of new doctoral students. Given previous experience, even this modest initial result should not be taken for granted.
DREST UNIMORE, il sistema Melloni colpisce ancora: 30 borse, 19 ammessi. Aspettando gli immatricolati…
Anche per l'anno accademico 2026/2027 sono state bandite 30 borse di dottorato, il numero minimo per mantenere lo status di dottorato nazionale. Dalle graduatorie ufficiali pubblicate da UNIMORE risultano però soltanto 19 candidati ammessi con borsa, ossia il 63,3% dei posti disponibili. Ben 11 borse, pari al 36,7% del totale, non risultano quindi assegnate nelle graduatorie iniziali.
È un risultato che merita attenzione per un dottorato di interesse nazionale, sostenuto da una vasta rete di università e istituzioni di ricerca e concepito con ambizioni scientifiche e formative certamente considerevoli.
Ma c'è un'altra circostanza da tenere presente: i 19 ammessi con borsa non sono necessariamente 19 immatricolati.
Bisognerà infatti verificare quanti di questi candidati, già sensibilmente meno numerosi dei posti disponibili, procederanno effettivamente all'immatricolazione. Alla luce di quanto successo nelle precedenti tornate, non è affatto scontato che tutti accettino la borsa e inizino il percorso dottorale. Sono inoltre previsti eventuali scorrimenti delle graduatorie, che potrebbero modificare il quadro iniziale.
Soltanto al termine delle procedure di immatricolazione e degli eventuali subentri sarà possibile conoscere il numero effettivo dei nuovi dottorandi. E, alla luce delle esperienze precedenti, non sarebbe prudente dare per acquisito neppure il modesto risultato iniziale.
La Riforma protestante (02/10/2026)
Venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 18:00 Parresia, piattaforma digitale dell'Associazione CLORI e del suo network Cantiere Storico Filologico, dedica una live alla storia della Riforma protestante, con Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli.
LINK DIRETTO ALLA LIVE: https://www.youtube.com/live/5sbevcbwwXY
The Jason Arday Case and the Dark Side of Academia: Merit, Power, and Academic Distress
The issue is not simply whether Arday committed plagiarism, how serious the alleged irregularities were, or how reliable certain elements of the public narrative surrounding his extraordinary academic rise actually were. It is also about examining how the contemporary university operates: its recruitment criteria, the construction of careers and reputations, inclusion policies, the mental health of those who work within it and, not least, the ability of media and social-media campaigns to turn legitimate critical scrutiny into a potentially devastating form of public exposure.
Roberto Bizzocchi’s Manzoni 2.0: Four Years On, What Is Left of "Romanzo popolare"?
Precisely because four years have passed.
Reviewing a book at the time of its publication inevitably means reviewing, to some extent, the noise that surrounds it: publishers’ publicity, book presentations, interviews, newspaper reviews, the enthusiasm of friends and colleagues, and more or less spontaneous controversies. Returning to it a few years later allows us to ask a perhaps more interesting question: what has it left behind?
It is a question we have already asked, in these same pages, about another book by a historian of the early modern period, Antonino De Francesco’s La palla al piede. Una storia del pregiudizio antimeridionale , published by Feltrinelli in 2012. Not because four, five, ten, or thirteen years are enough to pronounce definitive judgements on a book’s fortunes, but because they at least allow us to distinguish immediate success from the ability to leave a lasting mark.
In Bizzocchi’s case, the question can be asked without malice: was Romanzo popolare an important book on Manzoni, or was it above all an ordinary product of the Manzoni moment of 2022-2023, widely discussed and promoted upon publication and then progressively reabsorbed, together with its interpretative provocation, once that particular season had passed?
It is perhaps precisely this gap between the ambition of the proposal and its subsequent sedimentation that makes the book more interesting to reread today than it was to review in the heat of the moment.
Il Manzoni 2.0 di Roberto Bizzocchi. Quattro anni dopo, che cosa resta di "Romanzo popolare"?
Proprio perché sono trascorsi quattro anni.
Recensire un libro al momento della sua uscita significa inevitabilmente recensire anche il rumore che lo accompagna: comunicati editoriali, presentazioni, interviste, recensioni sui quotidiani, entusiasmi degli amici e dei colleghi, polemiche più o meno spontanee. Tornarci dopo qualche anno permette invece di formulare una domanda forse più interessante: che cosa ne è rimasto?
È una domanda che abbiamo già posto, in questa stessa sede, a proposito di un altro libro di uno storico modernista, La palla al piede. Una storia del pregiudizio antimeridionale di Antonino De Francesco, pubblicato da Feltrinelli nel 2012. Non perché quattro, cinque, dieci o tredici anni siano sufficienti per pronunciare sentenze definitive sulla fortuna di un'opera, ma perché consentono almeno di distinguere il successo del momento dalla capacità di lasciare una traccia.
La domanda, nel caso di Bizzocchi, può essere formulata senza malizia: Romanzo popolare è stato un libro importante su Manzoni oppure soprattutto un banale libro del momento manzoniano 2022-2023, ben discusso e presentato al momento dell'uscita e progressivamente riassorbito, insieme alla sua provocazione interpretativa, una volta esaurita quella stagione?
Ed è forse proprio questa distanza fra l'ambizione della proposta e la sua sedimentazione a rendere oggi il libro più interessante da rileggere di quanto non fosse da recensire a caldo.
Da Alberigo a Melloni: storia di una "scuola" diventata attivismo e sistema
La voce ne ricostruisce la formazione tra Giuseppe Dossetti, Hubert Jedin e Delio Cantimori, i primi studi sul Concilio di Trento e sulle istituzioni ecclesiastiche, il ruolo negli anni del Vaticano II e soprattutto la grande impresa internazionale della Storia del Concilio Vaticano II. Particolare attenzione è riservata alla categoria del Concilio come «evento», feconda sul piano storiografico ma anche discussa per il rapporto che viene a stabilire tra lo svolgimento storico dell’assemblea, i testi promulgati e la successiva interpretazione del loro significato.
Alla voce biografica si accompagna un approfondimento autonomo sulla cosiddetta “Scuola di Bologna”. Era necessario, perché ricondurre tutta la vicenda alla figura di Alberigo avrebbe significato appiattire una storia assai meno lineare.
Un punto di osservazione particolarmente significativo è offerto da Paolo Prodi, protagonista della stagione originaria e storico la cui traiettoria scientifica avrebbe assunto una dimensione internazionale del tutto autonoma. Non è casuale il contrasto fra L’«officina bolognese» al singolare, titolo di un volume curato da Alberigo, e le Officine bolognesi al plurale di Prodi. Dietro una differenza apparentemente lessicale si intravede una questione sostanziale: dall’esperienza dossettiana non nacque necessariamente una sola scuola, né un solo modo di intendere il mestiere dello storico.
È forse proprio questo il punto sul quale vale ancora la pena interrogarsi. Dove termina la ricostruzione storica e dove comincia l’investimento ecclesiale dell’interprete? Una cosa è ricostruire storicamente aspirazioni, conflitti e possibilità aperte dal Vaticano II; altra cosa sarebbe assumere le speranze di una parte dei suoi protagonisti o dei suoi interpreti come una sorta di impalpabile «spirito del Concilio», capace a sua volta di diventare criterio per giudicare testi, avvenimenti e sviluppi successivi. È una distinzione elementare nel mestiere dello storico, ma non sempre facile da conservare quando chi studia una vicenda partecipa anche, culturalmente o ecclesialmente, alla battaglia sulla sua eredità.
Ereticopedia in the Age of AI: Figures, Growth, and New Perspectives
Thirteen years after its launch, Ereticopedia continues to grow and expand its content. Launched in February 2013 as a collaborative project devoted to the history of religious heterodoxy, dissent, and inquisitorial institutions, the website has progressively developed into an extensive digital resource, characterized by non-linear but substantially continuous growth.
The most immediate indicator concerns the main entries of the Dictionary of Heretics, Dissidents and Inquisitors in the Mediterranean World. A reconstruction based on the creation dates of the pages makes it possible to trace the evolution of the project with considerable precision, showing both the new entries produced each year and their progressive cumulative growth:
| Year | New main entries | Cumulative total |
|---|---|---|
| 2013 | 625 | 625 |
| 2014 | 419 | 1,044 |
| 2015 | 105 | 1,149 |
| 2016 | 79 | 1,228 |
| 2017 | 290 | 1,518 |
| 2018 | 56 | 1,574 |
| 2019 | 45 | 1,619 |
| 2020 | 440 | 2,059 |
| 2021 | 231 | 2,290 |
| 2022 | 126 | 2,416 |
| 2023 | 44 | 2,460 |
| 2024 | 64 | 2,524 |
| 2025 | 99 | 2,623 |
| 2026 (as of 22 August) | 89 | 2,712 |
Ereticopedia nell'era dell'IA: numeri, crescita e nuove prospettive
A tredici anni dalla sua nascita, Ereticopedia continua a crescere e ad ampliare i propri contenuti. Nato nel febbraio 2013 come progetto collaborativo dedicato alla storia dell’eterodossia religiosa, della dissidenza e delle istituzioni inquisitoriali, il sito si è progressivamente trasformato in un vasto repertorio digitale, caratterizzato da una crescita non lineare ma sostanzialmente continua.
Il dato più immediato riguarda le voci principali del Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo. La ricostruzione basata sulle date di creazione delle pagine permette di seguire abbastanza precisamente l’evoluzione del progetto, osservando sia le nuove voci prodotte ogni anno sia la loro progressiva crescita cumulativa:
| Anno | Nuove voci principali | Totale cumulativo |
|---|---|---|
| 2013 | 625 | 625 |
| 2014 | 419 | 1.044 |
| 2015 | 105 | 1.149 |
| 2016 | 79 | 1.228 |
| 2017 | 290 | 1.518 |
| 2018 | 56 | 1.574 |
| 2019 | 45 | 1.619 |
| 2020 | 440 | 2.059 |
| 2021 | 231 | 2.290 |
| 2022 | 126 | 2.416 |
| 2023 | 44 | 2.460 |
| 2024 | 64 | 2.524 |
| 2025 | 99 | 2.623 |
| 2026 (al 22 agosto) | 89 | 2.712 |

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