Caccia alle streghe nei Paesi Baschi (1608-1614)

Il contesto dei Paesi Baschi in età moderna appare di estremo rilievo per lo studio del fenomeno della caccia alle streghe per la descrizione vivida del sabba che le fonti documentarie offrono e per l'imponenza della persecuzione negli anni tra il 1608 e il 1614, iniziata sul versante francese ed estesasi poi al versante spagnolo, dove l'Inquisizione, dopo una prima fase di persecuzione cruenta, alla lunga virò verso posizioni scettiche, servendosi di periti (medici in particolare) per verificare la realtà o meno dei malefici.

A questa caccia alle streghe nei Paesi Baschi è dedicata la voce di Daniele Santarelli e Domizia Weber, pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia

Per consultarla collegarsi alla pagina: www.ereticopedia.org/caccia-streghe-paesi-baschi

A proposito di un libro sulla vita religiosa a Procida

di Francesca Vera Romano

Sono una dottoranda dell'Università degli studi di Roma ‘’La Sapienza”, impegnata da alcuni anni in un progetto di ricerca relativo al ruolo esercitato da Chiesa e Inquisizione in Italia nel Cinque-Seicento, con particolare attenzione al Regno di Napoli e al governo delle pratiche magico-diaboliche. Per questo motivo non poteva sfuggire alla mia attenzione la recente pubblicazione di un libro dedicato alla vita religiosa degli abitanti di Procida tra l’età moderna e contemporanea. Mi riferisco a un volume collettivo coordinato da un docente della Facoltà di Architettura dell'Università Federico II, Salvatore Di Liello, e intitolato Procida sacra. L’immaginario religioso tra feste, riti e processioni.
Il testo consta di una prefazione, di una duplice presentazione, di un saggio introduttivo, redatto dal curatore, di otto contributi, di una serie di foto e di disegni, nonché di una planimetria delle chiese e delle processioni attive nell’isola, di una bibliografia, peraltro prevalentemente locale, e di un elenco delle fonti archivistiche consultate. La pubblicazione si inserisce nelle iniziative legate alla decisione del Mibact di designare Procida capitale italiana della cultura per il 2022 (p. 6).
Purtroppo – dispiace dirlo – il volume non corrisponde alle aspettative suscitate dal titolo e dall’indice. Gli aspetti più interessanti del libro sono, a mio avviso, pochi: si tratta, al di là di due interventi, che segnalerò più avanti, dei suggestivi disegni di interesse religioso di Giovanni Righi, un giovane e noto artista locale (pp. 157-159), e, soprattutto, di una serie di splendide immagini provenienti dal prezioso Archivio di Attila Scotto di Uccio, fotografo attivo a Procida tra gli anni Trenta e Ottanta del Novecento (pp. 83-102). Se ne possono ricavare tracce cospicue e di grande rilievo delle tradizioni religiose vive a Procida nel cuore del secolo scorso e in buona parte ancora oggi.Penso in particolare alle suggestive foto di una famiglia isolana che nel 1954 accompagna al battesimo un neonato, di fatto invisibile agli sguardi dei presenti, in quanto fasciato dal ‘cuntriedd’, un drappo fregiato di preziosi ricami (pp. 84-86). Si tratta di documenti importanti. Essi consentono di avvicinarsi ad aspetti inediti della storia vissuta del sacramento, soprattutto in rapporto a ciò che sappiamo da qualche anno dell’amministrazione del battesimo a Procida in età moderna.

Storici e filologi: Carlo Dionisotti (13-14/05/2022)

Nell'ambito del ciclo "Storici e filologi: i Maestri", ideato e coordinato da Armando Pepe e Daniele Santarelli nel quadro delle attività del network Cantiere Storico Filologico, col patrocinio del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli", il 13 e 14 maggio 2022 si svolgono due incontri on line su Carlo Dionisotti (1908-1998). 

Venerdì 13 maggio alle ore 17:00 intervengono Giacomo Jori e Giorgio Panizza (moderano Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli).
Sabato 14 maggio alle ore 11:00 intervengono Corrado Calenda e Daniela Gionta (moderano Ciro Perna e Michele Rinaldi).

LINK PER ASSISTERE SU ZOOM:
https://us02web.zoom.us/j/81394490456 (13 maggio) 
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PER VISUALIZZARE I VIDEO DEI PRECEDENTI INCONTRI DEL CICLO:
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Ucraina vs Russia. Finale di partita? (09/05/2022)

Lunedì 9 maggio 2022, alle ore 17:00, Parresia, piattaforma digitale del network Cantiere Storico Filologico,  organizza una discussione sul tema "Ucraina vs Russia. Finale di partita?"

Saranno nostri ospiti Mirko Campochiari (Parabellum), Massimo Vassallo e Aldo Giannuli.

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PER VEDERE I VIDEO DEI PRECEDENTI EVENTI:

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Elena, “la ncantatrice” di Travale e la sua condanna per stregoneria a Volterra nel 1423

Elena da Travale, conosciuta come “la ncantatrice” di Travale, fu inquisita in quanto ritenuta mulierem incantatricem, divinatricem, sortilegiam e condannata dal tribunale vescovile di Volterra nel 1423. La donna era attiva come guaritrice e levatrice, procurando anche aborti per gravidanze indesiderate (specie se frutto di rapporti fuori dal matrimonio). La sua condanna appare strettamente legata alla predicazione di Bernardino da Siena.

Ad Elena da Travale è dedicata la voce di Clara Ghirlandini, pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia

Per consultarla collegarsi alla pagina: www.ereticopedia.org/elena-da-travale

Parresia presenta "Storia e geopolitica della crisi ucraina" di Giorgio Cella (26/04/2022)

Martedì 26 aprile 2022 alle ore 18:30 Parresia, piattaforma digitale del network Cantiere Storico Filologico,  ospita una discussione intorno al libro di Giorgio Cella, Storia e geopolitica della crisi ucraina. Dalla Rus' di Kiev a oggi, Carocci, Roma 2021. 

Giorgio Cella sarà intervistato da Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli.

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Filosofia e magia nel Rinascimento in Terra d’Otranto

di Elisa Tundo


Il volume Filosofia e magia nel Rinascimento in Terra d’Otranto, a cura di Luana Rizzo, raccoglie sette contributi vertenti sul profilo di alcuni umanisti la cui esperienza speculativa è legata alla Terra d’Otranto in un periodo compreso fra il Rinascimento ed il tardo Rinascimento. In esso vengono tracciati i contorni della querelle intorno alle scienze magico-astrologiche fra XV e XVI secolo, mirando a dimostrare come il milieu otrantino non si possa considerare estraneo ai più fervidi dibattiti intessuti nei centri culturali strategici della Penisola, precipuamente Napoli, ma abbia contribuito ad animarli offrendo sollecitazioni significative. Il leitmotiv che ripercorre i contributi concerne la prossimità di questi pensatori alle tematiche «inerenti al sapere magico-astrologico in una molteplicità di accezioni: la conoscenza della natura, gravida di segni e di corrispondenze da interpretare da parte del mago-sapiente, dei processi determinati da affinità e simpatie, dei segreti naturali, il legame con la medicina e l’astrologia», «fino alle implicazioni mistico-ermetiche orientate a definire il rapporto fra sapientia e scientia» (p. xviii). Gli umanisti che figurano all’interno delle pagine del libro, Antonio De Ferrariis Galateo, Matteo Tafuri, Costanzo Sebastiani, Francesco Storella, Cesare Rao e Giulio Cesare Vanini, hanno segnato la storia del pensiero filosofico del Mezzogiorno d’Italia. Come afferma la curatrice nell’Introduzione al volume, la delineazione delle peculiarità della tradizione culturale di Terra d’Otranto è avvenuta tramite lo studio del patrimonio manoscritto e delle fonti, ritenendo che «il ritorno ai testi» sia lo strumento più adeguato per interpretare e comprendere una cultura (cfr. p. xii). La studiosa illustra gli elementi che caratterizzano l’eredità culturale di Terra d’Otranto, dal recupero delle fonti classiche consultate in greco, nella loro lingua originaria, fenomeno promosso dal profondo radicamento alla cultura greca che ha caratterizzato la Terra d’Otranto, all’attenzione nei confronti di tematiche del tutto originali, al «recupero di tradizioni della cultura pagana, eredità di miti lontani, come l’orfismo, l’ermetismo, il platonismo, rivisitati in chiave moderna sotto il segno di una rinascita delle scienze magico-astrologiche e della fonte di Tolomeo» (p. xiv). Gli autori, di cui gli studiosi ripercorrono le vicende, pongono in essere una concezione del sapere che trae linfa vitale dalla lettura dei testi orfici, ermetici e magici, indagando mediante l’ausilio dell’astrologia, della medicina e delle pratiche magiche, affrancate dal ricorso alla superstitio, i segreti della natura e le leggi che la regolano. La loro filosofia matura all’interno del «complesso intreccio fra dottrine sapienziali, esperienze religiose iniziatiche e pratiche magico-teurgiche», avvalendosi del ricorso alla magia dotta, talvolta alla teurgia, oppure all’astrologia come scienza (p. xx).

Russia vs Ucraina: geopolitica di una crisi (13/04/2022)

Mercoledì 13 aprile 2022 alle ore 17:00,  Parresia, piattaforma digitale del network Cantiere Storico Filologico,  ospita una discussione con Aldo Giannuli sul tema "Russia vs Ucraina: geopolitica di una crisi". 

Aldo Giannuli sarà intervistato da Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli.

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Jacopo Aconcio e gli "Stratagemmi di Satana"

Jacopo Aconcio (Ossana, Val di Sole, o Trento 1492/1520 – forse Inghilterra, 1566 circa) è stato un giurista, filosofo, ingegnere e teologo nato in Trentino e successivamente naturalizzato inglese. La sua opera più importante, i Satanae Stratagemata, dedicata ad Elisabetta I, ottenne un immediato successo negli ambienti protestanti e nel 1570 fu iscritta nell’Index librorum prohibitorum. Gli Stratagemata costituirono un atto di denuncia non soltanto dell’Inquisizione romana, ma di ogni forma di dogmatismo ortodosso, di autoritarismo e di intolleranza. In essi, Aconcio si lanciava in quella che si potrebbe a buon diritto definire una “campagna della tolleranza”.

A Jacopo Aconcio è dedicata la voce di Massimiliano Traversino Di Cristo, pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia

Per consultarla collegarsi alla pagina: www.ereticopedia.org/jacopo-aconcio

La scienza itinerante. Formazione delle competenze e impiego delle risorse minerario-metallurgiche tra il Regno di Napoli e l’Europa (secoli XVIII-XIX)

Le Edizioni CLORI sono molto liete di annunciare la pubblicazione, nell'ambito della collana "Studi storici, filologici e letterari", del volume di Fabio D'AngeloLa scienza itinerante. Formazione delle competenze e impiego delle risorse minerario-metallurgiche tra il Regno di Napoli e l’Europa (secoli XVIII-XIX)

Fabio D'AngeloLa scienza itinerante. Formazione delle competenze e impiego delle risorse minerario-metallurgiche tra il Regno di Napoli e l’Europa (secoli XVIII-XIX)

Data di pubblicazione: Aprile 2022
ISBN 979-1280410016 | 325 pagine

Nel Settecento lo sviluppo della tecnica, insieme alla crescente domanda di metalli e alla necessità di risolvere i problemi connessi allo sfruttamento del sottosuolo, stimolarono e promossero la creazione di una nuova classe di maestranze e di ingegneri minerari; il viaggio scientifico diventò lo strumento attraverso il quale lo Stato raggiunse questo obiettivo. A partire soprattutto dalla seconda metà del secolo la pratica del voyage savant cominciò a declinarsi in forme nuove e un posto di rilievo spettò alle competenze nel reperimento e impiego delle materie prime. Il ruolo centrale che la circolazione dei saperi, delle persone, dei testi scritti e degli oggetti materiali ricoprì quale agente di diffusione di specifici know-how trovò una felice conferma nel settore estrattivo-metallurgico. Favorito da migrazioni e da flussi di scambio, questo ambito tecnico-scientifico ebbe anche forti stimoli da ragioni politico-militari e da motivazioni politico-costituzionali. In particolare, l’indotto di situazioni di belligeranza privilegiò processi legati allo sforzo economico per il sostentamento e la modernizzazione degli eserciti regolari che ebbero effetti propulsivi sull’impiego intensivo delle miniere e sulle connesse manifatture. È necessario inoltre considerare che il finanziamento dei viaggi mineralogici rientrò in una precisa strategia messa a punto dalla maggior parte dei governi del vecchio continente volta a sviluppare l'economia mediante l'incremento, nonché lo sfruttamento delle riserve metalliche; nel Mezzogiorno infatti l'edificazione del complesso siderurgico di Mongiana e di Ferdinandea, l'organizzazione della spedizione mineralogica nel 1789 denotavano un forte interesse per la siderurgia nell'ambito del nuovo indirizzo impresso da Carlo di Borbone e dal successore Ferdinando all'economia del regno.
A partire dall’analisi delle indagini che, tra XVIII secolo e XIX, accostarono l’attività vulcanica al processo di orogenesi, soffermandosi poi sull’annosa e controversa disputa, sorta nelle scienze della Terra di fine Settecento e inizio Ottocento tra i cosiddetti «vulcanisti/plutonisti» e «nettunisti», il lavoro di ricerca mette al centro della riflessione l’importanza dei viaggi geo-minerari in Europa nel Settecento, riservando ampio spazio al viaggio mineralogico effettuato da sei naturalisti napoletani tra il 1789 e 1796. A partire dai risultati e dall'esperienza acquisita in questa occasione il sovrano di Napoli Ferdinando IV di Borbone tentò di incrementare la produzione e lo sfruttamento delle miniere e inoltre di stimolare e di finanziare nuove ricerche e attività manifatturiere nel campo. Un progetto senz’altro ambizioso, ma ostacolato da diffidenze, da gelosie personali, da difficoltà finanziarie e da interessi del vecchio mondo accademico, e che riuscì soltanto in parte a concretarsi.

Il volume, come di consueto per le opere della collana, è consultabile e scaricabile liberamente in formato digitale sul sito delle Edizioni CLORI, mentre il formato cartaceo è acquistabile on line.

Per maggiori informazioni visita il sito delle Edizioni CLORI: http://www.edizioniclori.it

Per acquistare il volume in cartaceo: https://www.amazon.it/dp/B09WYS8TTT