Le relazioni inviate al Senato veneziano che precedono la guerra del 1684-1699 del turcologo Giambattista Donà inviato ambasciatore alla Sublime Porta sono acute e attente osservazioni della realtà turca particolarmente generose di notizie e di riflessioni sul malessere economico e il lento processo di degradazione che corrode l’impero ottomano nella seconda metà del Seicento e strettamente correlate con le avanie dei funzionari, lo spopolamento delle province periferiche, il diffuso malcontento dei sudditi per la debolezza e il disordine del governo. Le analisi e le riflessioni del bailo che annota nei suoi diari righe di asciutto commento sulle vicende intere dell’impero ottomano sono dunque influenzate da quella visione esclusivamente politica del problematico emergere dei germi della debolezza e della crisi futura nella costante obbedienza a realistici calcoli dei rapporti di forza e al ricamo da intrusioni sentimentali e nella ‘tarie’ intensivamente di natura religiosa. Nel frequente e spesso contraddittorio alternarsi di una contrapposizione militare e di prolungati periodi di amichevoli rapporti le accuse di una relazione privilegiata tra Venezia e i Turchi prendono corpo da una serie di fatti sul piano politico e diplomatico la cui esatta valutazione è stata oggetto di controversie. Le nazioni europee non seppero mai piegare nel comune interesse di fronte ai Turchi la salvezza delle ragioni essenziali della presenza veneziana nelle Terre del Levante più direttamente esposte alla milizia ottomana che rimane da affidare solo all’abilità dei diplomatici della repubblica. Quest’ultima deve affrontare una prova molto dura che ne rafforza la volontà e la capacità di resistenza e di difesa ma prospetta anche con spietata crudezza la realtà del pericolo militare ottomano ormai vicino ai confini dello stato e immediatamente visibile a tutti.
Cantiere Storico Filologico
Convergenze umanistiche in rete. Note, discussioni e disseminazioni
I diari dell’ambasceria di Giambattista Donado inviato veneziano alla Sublime Porta Ottomana (1681-1683)
Le relazioni inviate al Senato veneziano che precedono la guerra del 1684-1699 del turcologo Giambattista Donà inviato ambasciatore alla Sublime Porta sono acute e attente osservazioni della realtà turca particolarmente generose di notizie e di riflessioni sul malessere economico e il lento processo di degradazione che corrode l’impero ottomano nella seconda metà del Seicento e strettamente correlate con le avanie dei funzionari, lo spopolamento delle province periferiche, il diffuso malcontento dei sudditi per la debolezza e il disordine del governo. Le analisi e le riflessioni del bailo che annota nei suoi diari righe di asciutto commento sulle vicende intere dell’impero ottomano sono dunque influenzate da quella visione esclusivamente politica del problematico emergere dei germi della debolezza e della crisi futura nella costante obbedienza a realistici calcoli dei rapporti di forza e al ricamo da intrusioni sentimentali e nella ‘tarie’ intensivamente di natura religiosa. Nel frequente e spesso contraddittorio alternarsi di una contrapposizione militare e di prolungati periodi di amichevoli rapporti le accuse di una relazione privilegiata tra Venezia e i Turchi prendono corpo da una serie di fatti sul piano politico e diplomatico la cui esatta valutazione è stata oggetto di controversie. Le nazioni europee non seppero mai piegare nel comune interesse di fronte ai Turchi la salvezza delle ragioni essenziali della presenza veneziana nelle Terre del Levante più direttamente esposte alla milizia ottomana che rimane da affidare solo all’abilità dei diplomatici della repubblica. Quest’ultima deve affrontare una prova molto dura che ne rafforza la volontà e la capacità di resistenza e di difesa ma prospetta anche con spietata crudezza la realtà del pericolo militare ottomano ormai vicino ai confini dello stato e immediatamente visibile a tutti.
Conflitto dell'interdetto e "guerra di scritture"
Al conflitto dell'interdetto e alla "guerra di scritture" ad esso collegata è dedicata la voce di Simone Lonati pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, fulcro del sito Ereticopedia.
Quaderni eretici - n° 13/2025
È uscito il fascicolo unico del n° 13/2025 della rivista "Quaderni eretici", da sempre associata ad Ereticopedia e al suo Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo.
Ricordiamo che la rivista ha carattere generalista, è indicizzata in DOAJ, in ERIH PLUS, in Google Scholar, nel Catalogo Italiano dei Periodici (ACNP) ed è inserita negli elenchi delle riviste scientifiche dell'ANVUR per i settori concorsuali appartenenti all'area 10 (Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche), all'area 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche) e all'area 12 (Scienze giuridiche).
Per visualizzare l'home della rivista cliccare QUI.
N° 13 / 2025- Luigi Russo, Lettere del canonico Rosario Gregorio a Francesco Daniele (1783-1796)
- Luigi Russo, La famiglia Matarazzi e la città di Santa Maria Capua Vetere nella corrispondenza fra Pasquale Stanislao Mancini e Pasquale Matarazzi
- Astrid Pellicano, L’Alto Matese e l’area interna: tra marginalità e potenzialità nel segno dell’ambientalismo
Protest, Dissent and Activism. Experiences and Interpretations of Non-Conformity in Early Modern Italy
For further information: http://www.scienzeelettere.it/book/50497.html
In early modern Italy, protest, dissent and activism almost inevitably took the form of religious deviation. Heresy, rebellion, prophecy, and reform were not separate phenomena, but different expressions of the same underlying tension: the struggle between authority and conscience. This book traces this long and fragmented history through a series of individual lives, episodes, contexts, and experiences. From itinerant friars to persecuted humanists, from dissident noblewomen to prophetic women and accused witches, from physicians and scientists whose activities exposed them to suspicion to jurists who transformed law from an instrument of discipline into a language of freedom, and from rebellious communities to radical heresies: this volume explores how religion functioned both as a tool of repression and as the most powerful medium of resistance. Accusations of heresy served to neutralize social conflict, delegitimize political opposition, and enforce obedience; yet the same label also opened spaces in which men and women could articulate demands for justice, autonomy, and dignity. Rather than offering a systematic theory, this volume presents a narrative reflection grounded in documentary traces, trials, banned books, sermons, and silenced voices. Its protagonists are not idealized heroes but often contradictory and fragile figures, whose gestures of non-conformity reveal the deep roots of freedom of conscience in Italian and European history. Moving from the age of the Counter-Reformation and the Inquisition to the threshold of political modernity, the book shows how dissent survives defeat by changing form—circulating underground, re-emerging in new languages, and reminding us that freedom is never granted, but continuously negotiated.
Between Prestige and Service: Promised Categories, Missed Analyses
The book’s major problem lies here: the category of “service” is naturalized, treated as a given and never truly questioned. Instead of showing the fractures, conflicts, and ambiguities that could have made the contradiction between prestige and service fruitful, the author limits herself to describing their coexistence as if it were a self-evident historical truth. The result is a discourse that does not dismantle aristocratic myths, but ends up reinforcing them, celebrating them in a substantially uncritical manner.
Added to this is the excessive breadth of the geographical and chronological scope: from the Mediterranean to the Atlantic, from the eighteenth to the twentieth century. Such a wide scale would have required adequate depth and a conceptual architecture capable of sustaining the weight of the analysis. Instead, the narrative proceeds by suggestion, with scattered and insufficiently problematized examples, leaving the reader with the impression of an unfinished mosaic.
This impression is already anticipated by the reading of the table of contents, surprisingly brief and fragmentary. The three sections (“La Croce Azzurra tra prestigio e servizio”, “Una famiglia tra due mari”, “Tracce di storia globale tra Mediterraneo e Atlantico”) bring together heterogeneous topics, ranging from nursing care to nineteenth-century music, from female languages of the Restoration to aristocratic flights to Mexico. Making the composite nature of the volume even more evident, one of the chapters (“A sue spese. Prime impressioni su un’impresa per le donne”) is curiously attributed to a scholar of whom there is no other trace in the volume, which otherwise appears to be the work of the sole author named on the cover.
La guerra di secessione americana: Overland Campaign 1863-1865 (15/01/2026)
Venerdì 15 gennaio 2026 alle ore 18:00 Parresia, piattaforma digitale dell'Associazione CLORI e del suo network Cantiere Storico Filologico, trasmette una live della serie relativa alla guerra di secessione americana (1861-1865), dedicata in particolare alla Overland Campaign del 1863-1865
Luca Al Sabbagh dialoga con Michele Angelini.
LINK DIRETTO ALLA LIVE: https://www.youtube.com/live/WGnfWqmVjfY
Tra prestigio e servizio: categorie promesse, analisi mancate
Il problema maggiore del lavoro risiede qui: la categoria di “servizio” è naturalizzata, trattata come presupposto e mai davvero interrogata. Invece di mostrare le fratture, i conflitti, le ambiguità che avrebbero potuto rendere fertile la contraddizione tra prestigio e servizio, l’autrice si limita a descriverne la coesistenza come se fosse una verità storica autoevidente. Il risultato è un discorso che non smonta i miti aristocratici, ma finisce per rafforzarli, celebrandoli in maniera sostanzialmente acritica.
A ciò si aggiunge l’eccessiva vastità dell’ambito geografico e cronologico: dal Mediterraneo all’Atlantico, dal Settecento al Novecento. Una scala tanto ampia avrebbe richiesto approfondimenti adeguati e un’architettura concettuale capace di reggere il peso dell’analisi. Invece, la narrazione procede per suggestioni, con esempi sparsi e poco problematizzati, che lasciano al lettore l’impressione di un mosaico incompiuto.
Questa sensazione è anticipata anche dalla lettura dell’indice, sorprendentemente breve e frammentario. Le tre sezioni (“La Croce Azzurra tra prestigio e servizio”, “Una famiglia tra due mari”, “Tracce di storia globale tra Mediterraneo e Atlantico”) raccolgono argomenti eterogenei, che spaziano dall’assistenza infermieristica alla musica ottocentesca, dai linguaggi femminili della Restaurazione alle fughe aristocratiche in Messico. A rendere ancora più evidente la natura composita del volume, uno dei capitoli (“A sue spese. Prime impressioni su un’impresa per le donne”) è attribuito curiosamente a una studiosa di cui non c’è altra traccia nel volume, che per il resto appare frutto del lavoro della sola autrice indicata nella copertina.
Dame napoletane “in odore di eresia” alla metà del Cinquecento
A Napoli nella prima metà del Cinquecento, specie durante il viceregno di don Pedro di Toledo si è sviluppato un “umanesimo di corte” in alcuni “circoli letterari” animati da colti aristocratici come i d’Avalos – Colonna ad Ischia. All’interno di quei circoli si era sviluppata anche la poesia femminile, specie quella di Vittoria Colonna e Laura Terracina, un fenomeno tipico delle corti rinascimentali italiane. In questo compatto consesso poetico spiccava un protagonismo femminile rilevato e paritario animatore dei vari “cenacoli” letterari napoletani dove si elaboravano modelli culturali. Verso il 1540 queste colte dame cominciarono a frequentare il “circolo” napoletano di Juan de Valdés, seguendo un processo di “conversione” tale da farle considerare “in odore di eresia”.
Alle dame napoletane "in odore di eresia" alla metà del Cinquecento è dedicata la voce di Maria Sirago pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, fulcro del sito Ereticopedia.
Tantissimi auguri dal nostro staff!
Lo staff dell'Associazione e delle Edizioni CLORI rivolge i migliori auguri di un sereno Natale e felice anno nuovo 2026 in dirittura di arrivo a tutte le amiche e gli amici che seguono da anni con affetto e attenzione questo blog e le numerose arrività e iniziative associate.
Il 2025 che sta per chiudersi è stato per noi un altro anno stimolante e il futuro è promettente. Le Edizioni CLORI, oltre a proseguire nelle attività della collana Studi Storici, Filologici e Letterari, hanno inaugurato la nuova branca editoriale CLORI Education. Per il presente blog Cantiere Storico Filologico. Convergenze umanistiche in rete. Note, discussioni e disseminazioni, in particolare, il 2025 è stato un altro anno-record in termini di visualizzazioni, come il precedente, d'altronde. Inoltre, il Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, fulcro del sito Ereticopedia e macroprogetto da cui ha tratto origine l'idea di costituire il network Cantiere Storico Filologico, conta ormai più di 2.600 voci e il canale YouTube Parresia (oltre 13.000 iscritti) continua a svilupparsi con le sue frequenti live e a riscuotere migliaia di visualizzazioni.
Un grande grazie quindi a tutti voi, care amiche e cari amici che continuate a seguirci e supportarci e tanti auguri per un 2026 colmo di felicità e soddisfazioni!
La guerra dei Sette anni: fronte asiatico-caraibico (23/12/2025)
Martedì 23 dicembre 2025 alle ore 18:00 Parresia, piattaforma digitale dell'Associazione CLORI e del suo network Cantiere Storico Filologico, nell'ambito della serie dedicata alla Guerra dei Sette anni (1756-1763), dedica una live alle battaglie combattute sul fronte asiatico-caraibico. Luca Al Sabbagh dialoga con Gianluca Damiani.
LINK DIRETTO ALLA LIVE: https://www.youtube.com/live/JMv0cm7WBPk




