Storici e filologi: Rosario Romeo (21/01/2022)

Nell'ambito del ciclo "Storici e filologi: i Maestri", ideato e coordinato da Armando Pepe e Daniele Santarelli nell'ambito delle attività del network Cantiere Storico Filologico, col patrocinio del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli", venerdì 21 gennaio 2022 alle ore 17:30 si svolge un incontro on line su Rosario Romeo (1924-1987). 

Intervengono Guido Pescosolido e Claudio Signorile. Modera Armando Pepe.

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PER VISUALIZZARE I VIDEO DEI PRECEDENTI INCONTRI DEL CICLO:


Parresia presenta "Il tempo di un respiro" di Silvano Fornasa (15/01/2022)

Sabato 15 gennaio 2022, alle ore 17:30Parresia, piattaforma digitale del network Cantiere Storico Filologico, ospita una discussione attorno al volume di Silvano Fornasa, Il tempo di un respiro. Il miracolo del ritorno alla vita in terra vicentina, Marsilio, Venezia 2018.

Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli intervistano l'Autore. 

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Parresia & Ereticopedia

Dopo il periodo di pausa natalizio, Parresia, la piattaforma digitale del Cantiere Storico Filologico, ritorna alla grande inaugurando una nuova playlist dedicata agli eretici, dissidenti e inquisitori del mondo mediterraneo, denominata ERETICOPEDIA (in onore del famoso sito, attivo dal 2013, che noi stessi gestiamo)! 

La prima puntata è dedicata alla figura di Pietro Carnesecchi. 

Per visualizzarla: https://www.youtube.com/watch?v=2Z2ngnMOivc

Vi ricordiamo, come di consueto, di METTERE IL LIKE AL VIDEO, ISCRIVERVI AL CANALE e ATTIVARE LA CAMPANELLINA per non perdere gli aggiornamenti sui nostri nuovi video! 

Fateci crescere e buona visione!

Aggiornamenti di «Studiosus»

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) ha proposto, dal mese di febbraio al mese di dicembre 2021, svariati contributi. A febbraio è uscito il saggio Da Fatum alle Fate, il destino che, esplorando il mutamento di significato del termine in lingua latina, plurale o singolare, indicativo di ‘ciò che è stato detto per sempre’ (dal verbo fari), giunge alle creature magiche, potenti e leggiadre al tempo stesso, che popolano la letteratura inglese. Il saggio pubblicato a marzo, L’oro di Mimnermo, l’argento di Leopardi, sviluppa una comparazione fra la sensibilità dell’antico lirico greco, i cui versi giunti sino a noi appaiono tramati di aurei bagliori, e la sensibilità leopardiana: l’identico rifiuto della vecchiaia, nonché il medesimo, disperato attaccamento alla giovinezza espressi da Mimnermo si rivestono, negli idilli del Recanatese, di riflessi argentei, lunari. Di giugno è il contributo La nave più terribile (Ifigenia, o della partenza), imperniato sul tragico episodio, rievocato da Eschilo, che vede la figlia di Agamennone perire sotto il coltello sacrificale affinché le truppe achee prendano il largo alla volta di Troia.
Infine, si segnala che «Studiosus» si è arricchito di una nuova sezione: Letture, dal Canzoniere di Petrarca, che si ripromette di commentare, riservando una breve interpretazione a ciascuno dei Rerum vulgarium fragmenta, l’intera silloge. Sinora sono apparse le interpretazioni relative ai primi tre sonetti, intitolate rispettivamente Breve sogno (Canzoniere, 1); Leggiadria (Canzoniere, 2); Dell’impallidire (Canzoniere, 3).

L'Inquisizione romana sul canale YouTube di Parresia

Nel mese di dicembre Parresia. Piattaforma digitale per le scienze umane e sociali ha promosso un mini-ciclo di due incontri sulla storia dell'Inquisizione romana, il primo dedicato al tema "Inquisizione, donne, ebrei", il secondo al tema "Alla periferia dell'Inquisizione". 

Vi siete persi le dirette su Facebook? 

NESSUN PROBLEMA! 

Ecco qui i video, rimontati con "effetti speciali" e caricati sul canale YouTube di Parresia (oltre che sulla CLORI-TV)!

Buon inizio di 2022 e, se non l'avete già fatto, cliccate qui per iscrivervi al canale YouTube e non perdere le prossime puntate di Parresia!


Tra stereotipi e anomalie: per una prosopografia delle streghe in età moderna

Dal 20 dicembre 2021, nell'ambito del Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia, è attiva la sezione trasversale Tra stereotipi e anomalie: per una prosopografia delle streghe in età moderna.
La costruzione di questa sezione trasversale, curata da Daniele Santarelli e Domizia Weber, parte dall'assunto che le categorie sociali e culturali associate agli individui accusati di stregoneria in età moderna siano soggette a importanti variabili e che gli stereotipi più frequentemente associati alle streghe, messi in evidenza e dibattuti in molte e importanti opere storiografiche, siano da porre in relazione con le evidenze documentarie, che non sempre li confermano.
In termini generali, i profili che spesso i documenti restituiscono e che ci aspettiamo di trovare corrispondono a un determinato stereotipo, cioè quello di una donna, più raramente di un uomo, avanti con gli anni, di aspetto poco gradevole, indigente, dai comportamenti eccentrici e invisa alla popolazione locale. Tuttavia, tali categorie sociali e culturali non risultano sempre presenti, tutt’altro, e nell’Europa dell’età moderna si configurerebbe piuttosto un sistema stregoneria fluido e dinamico, non riconducibile a schemi rigidi e precostituiti.
Questa dialettica tra stereotipi e anomalie nella figura della strega in età moderna potrebbe essere meglio approfondita ricorrendo a modelli prosopografici e a strumenti informatici. La costruzione di un repertorio delle donne e degli uomini che furono perseguitati per stregoneria in età moderna in un territorio più o meno definito, come la penisola italiana, il mondo mediterraneo, l’Europa occidentale, integrato in un più ampio e ambizioso dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori, che permetta di approfondire al contempo attori e dinamiche della repressione e di formulare parallelismi tra eretici e streghe, potrebbe aiutare a definire meglio il problema e coglierne le varie sfaccettature.

Per saperne di più sulle sezioni trasversali di Ereticopedia: www.ereticopedia.org/intersezioni

Per consultare la sezione Tra stereotipi e anomalie: per una prosopografia delle streghe in età moderna:
www.ereticopedia.org/tra-stereotipi-e-anomalie

Auguri dal nostro staff!

Lo staff dell'Associazione e delle Edizioni CLORI rivolge i migliori auguri di un sereno Natale e felice 2022 a tutte le amiche e gli amici che seguono questo blog!

Nonostante i tempi non semplici che tutti viviamo, il 2021 è stato un anno che ci ha dato grandi soddisfazioni! Il network Cantiere Storico Filologico ha continuato a crescere armonicamente, le Edizioni CLORI hanno accolto due nuovi volumi nella collana Studi storici, filologici e letterari, tutte le nostre iniziative digitali, a partire da Ereticopedia, si sono molto sviluppate, ed in particolare ha visto i natali la nostra piattaforma Parresia, il cui successo ci riempie di orgoglio.

Un grande grazie quindi a tutti voi, care amiche e cari amici che ci seguite, augurandovi un 2022 colmo di felicità e soddisfazioni! Anche nell'anno nuovo noi non mancheremo di fare la nostra parte, come sempre al servizio della diffusione della cultura e nello spirito di promuovere dialogo e collaborazione tra saperi e punti di vista diversi al fine di un arricchimento collettivo.


Sigieri che sillogizzò invidiosi veri

Sigerus de Brabantia (1240 ca. – Orvieto, terminus ante 10 novembre 1284 ca.), filosofo originario della regione oggi situata nel sud dell’Olanda (al confine con il Belgio), fu studente della “nazione piccarda” nella cosmopolita Facoltà delle Arti della Sorbona di Parigi, e poi ‘lettore’ ossia magister artium in Rue du Fouarre dal 1266 al 1276. Interprete e postillatore di Averroè, il «vicario di Aristotele» che il gran comento feo (Inf. IV 144), e autore del trattato di monopsichismo De anima intellectiva (1273). La sua teoria fu avversata dal doctor angelicus Tommaso d’Aquino nel terzo capitolo del De unitate intellectus contra averroistas (1270). Sigieri è stato tra i principali e più brillanti esponenti dell’“aristotelismo radicale”, una corrente di pensiero bollata di eresia a partire dall’ultimo quarto del Duecento, con la censura in due riprese (1270, 1277) da parte del vescovo di Parigi, Étienne Tempier, delle proposizioni non accettabili nel dogma cattolico.

A Sigieri di Brabante è dedicata la voce di Rossano De Laurentiis, pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia

Per consultarla collegarsi alla pagina: www.ereticopedia.org/sigieri-di-brabante

Alla periferia dell'Inquisizione (18/12/2021)

Sabato 18 dicembre 2021, alle ore 17:00Parresia, piattaforma digitale del network Cantiere Storico Filologico, discute i libri Il prezzo del perdono. Il Tribunale episcopale di Jesi in età moderna (1530-1730) di Diego Pedrini e Lucia Dubbini e Il vescovo e gli inquisitori. La corrispondenza tra la congregazione del Sant'Ufficio e i vescovi di Osimo (1593-1773), a cura di Diego Pedrini e Eleonora Barontini, entrambi pubblicati da Andrea Livi Editore nel 2020. 

Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli intervistano Diego Pedrini. 

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Fede e devozione a Piedimonte Matese tra medioevo ed età moderna: testamenti a favore del convento dei Domenicani (1419-1768)

Nella sezione Fonti del portale "Storia della Campania" (www.storiadellacampania.it) è stata attivata una nuova pagina, a cura di Armando Pepe, dedicata a Fede e devozione a Piedimonte Matese tra medioevo ed età moderna: testamenti a favore del convento dei Domenicani (1419-1768), con una importante appendice documentaria.

Per consultare il materiale: http://www.storiadellacampania.it/domenicani-piedimonte-matese

Rosso Fiorentino (1494-1540), pittore, architetto, decoratore, spirito indipendente e spregiudicatamente libero

Giovanni Battista di Jacopo di Guasparre, detto Rosso Fiorentino (Firenze, 8 marzo 1494 - Fontainebleau, 14 novembre 1540) è stato un pittore, architetto e decoratore, artista di corte di Francesco I re di Francia.

Allievo di Andrea del Sarto e suo collaboratore, il Rosso è conosciuto come uno dei principali artisti che diedero impulso al primo manierismo fiorentino e, con il Pontormo, ne rappresenta l'esito più alto.

La sua pittura del periodo italiano è ricca di elementi iconografici che discendono da scelte originali, eversive e anticlericali, attingendo al filone dell'arte devozionale e popolare tutta toscana, e guardando, in un secondo tempo, sia al classicismo raffaellesco che all'opera michelangiolesca, stravolgendone i principi, soprattutto nel periodo francese, per elaborare un nuovo linguaggio figurativo che avrebbe offerto spunti estetici decisivi per il secondo manierismo e il futuro barocco.

Lo straordinario ed eclettico linguaggio artistico del Rosso rispecchia il suo spirito indipendente e polemico, denunciando una incisiva personalità alla continua ricerca di innovative soluzioni iconografiche, cromatiche e compositive, e sempre all'insegna di una spregiudicata libertà pronta ad attingere a un vocabolario figurativo capace di operare una sintesi estrema delle fonti e la commistione degli ambiti iconografici tradizionali tesi solitamente a separare i santi dai peccatori, i demoni dagli angeli, l'aristocrazia dal popolo, Cristo dall'uomo comune, arrivando ad esprimere, non senza suscitare talvolta una certa ripugnanza nei committenti, come il sacro e il demoniaco possano convivere oltre che nello stesso contesto anche nella stessa carne, in una insolita alchimia degli elementi.

Al Rosso Fiorentino è dedicata la voce di Gianna Pinotti, pubblicata nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneofulcro del sito Ereticopedia

Per consultarla collegarsi alla pagina: www.ereticopedia.org/rosso-fiorentino

Eugenio Di Rienzo, esegeta di Benedetto Croce e Gioacchino Volpe

di Armando Pepe

Per deontologia professionale quando si scrive una recensione si dovrebbe prescindere dal fare complimenti, ma è impossibile non farli leggendo il nuovo libro di Eugenio Di Rienzo, dal titolo “La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco”. Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce (1900-1927), edito dalla Società Editrice Dante Alighieri. È una precisa ed informata curatela di un carteggio tra intellettuali di prima grandezza, preceduta da un ampio e davvero molto pregnante saggio introduttivo. Nonostante la lunghezza di 188 pagine, il testo si legge con facilità, anzi con trasporto per vedere come vanno a finire le cose tra i due protagonisti, divisi definitivamente da una questione privata, cioè di visione e adesione politica: la stima originaria di Croce per Volpe si trasformò dapprima in mancanza di considerazione e poi deflagrò in sottile ironia. Eugenio Di Rienzo si muove nella storia della storiografia con perizia non comune, facendo rivivere le passioni comuni, le piste di ricerca intuite e portate a termine con pervicacia, le numerose letture, basi per future recensioni. «Le più di ottante lettere di Gioacchino Volpe inviate, dal 1900 al 1927, a Benedetto Croce, testimoniano la lunga consuetudine scientifica e i rapporti di stima e amicizia, che legarono, per quasi un trentennio, due tra i più grandi intellettuali del secolo trascorso. Un’amicizia che non resse alla prova della politica, quando, dopo il 1925, il destino di Croce e di Volpe si divaricò bruscamente, per raggiungere gli opposti lidi del fascismo e dell’antifascismo» (p. 7). Il titolo, evidentemente, per le ragioni suesposte di per sé stesso è dunque leggermente ironico. Il Curatore ripercorre in modo circostanziato i passaggi cruciali, dall’avvicinamento alla rottura, che per un maggior comprensione è utile sceverare. All’inizio, «dal complesso e serrato methodenstreit, innescato dalla revisione crociana sul marxismo, Volpe era sembrato, dal principio, tenersi discosto, più interessato forse a seguire il coevo dibattito sulla Kulturgeschichte, che Croce e altri studiosi avevano introdotto in Italia, quasi volendo, già da ora, accreditare la sua fisionomia di “storico senza filosofia”, che si sarebbe manifestata a più riprese nella corrispondenza con Gentile. Apparentemente, poi, più che alla controversia sul materialismo storico e ai rapporti tra storia e sociologia, il Volpe degli anni di formazione presso la Normale di Pisa pareva interessato alla più modesta riformulazione di quelle problematiche, che si ritrovavano nella storia sociale ed economica di Giuseppe Toniolo, da lui conosciuto personalmente quando lo storico cattolico teneva alcuni corsi liberi nella città toscana e il cui volume Dei remoti fattori appare fittamente annotato dal giovane studente, nella copia ancora conservata nella biblioteca della Scuola» (pp. 10-11). Volpe, in realtà, come mette in evidenza Di Rienzo, era ben consapevole del dibattito culturale a lui contemporaneo, grazie ad una ininterrotta e diuturna attività intellettuale, che gli fu consustanziale fino al termine della vita. Le affinità tra i due studiosi sono patenti, alla luce del sole, e spesso sfociano in aperta concordanza di opinioni e osservazioni. Questa simpatia assunse le sembianze di “padrinaggio intellettuale”, avendo Croce a cuore le sorti di Volpe, il quale fu «conosciuto dal giovane storico nel 1900 grazie a Giustino Fortunato, nel breve periodo di lavoro nella redazione del “Mattino” di Edoardo Scarfoglio, figlio di una sorella del padre, Giacomo Volpe. Quel legame con l’inquilino di Palazzo Filomarino si faceva sempre più stretto grazie alla comune amicizia con Giovanni Gentile e diveniva in breve un dialogo inter pares sulla storia e sulle ragioni intellettuali e politiche» (p. 15). Entrambi avevano in uggia l’approccio semplicistico ai reali e molto seri problemi che la storia poneva (e pone) sempre, che non potevano essere sbrigati con sociologismi d’accatto. La lettura dei libri che Croce inviava a Volpe era sempre condotta da quest’ultimo in modo sistematico, volta al necessario approfondimento su punti cogenti, che al momento ne catturavano imprescindibilmente l’attenzione. Letture che divenivano spesso, non sempre, ma frequentemente, altrettante recensioni, nel senso pieno del termine, che in latino sottendeva diversi aspetti, quali “stimare, essere d’avviso, giudicare”, ma anche “enumerare, passare in rivista, rivedere” (da Alfred Ernout et Antoine Meillet, Dictionnaire étimologique de la langue latine, histoire des mots, Klincksieck, Paris 2001 (1932), pp. 112-113), perché Volpe, quando prendeva un impegno lo assolveva nel migliore dei modi e prima di recensire leggeva diversi libri sull’argomento, in pratica lo faceva suo, sapendo essere, laddove occorreva, anche corrosivo, come nei confronti della «silloge di [Achille] Loria dedicata alla dottrina di Marx» (p. 17). Altro punto nodale opportunamente messo in risalto da Di Rienzo è quello relativo alla positiva valutazione, al debito conto in cui i due studiosi tenevano l’opera del romagnolo Alfredo Oriani, poiché «se Gentile avrebbe più tardi puntato sulla valorizzazione dell’Oriani politico, in quanto profeta della “Nuova Italia”, entrata nella Grande Guerra, che poi il fascismo avrebbe ampiamente ripreso e contraffatto, Croce, nel saggio del 1908 [Note sulla Letteratura Italiana nella seconda metà del secolo XIX, alla voce Alfredo Oriani] che fu attentamente meditato e assimilato da Volpe, rivendicava l’importanza dell’Oriani storico, contro i distruttivi e liquidatori giudizi di Pasquale Villari e di [Amedeo] Crivellucci, che bene rappresentavano “l’inerzia mentale dei nostri studiosi di storia”. Oriani, infatti, possedeva per Croce quella “non comune attitudine a guardare i fatti dall’alto, come soleva dire il De Sanctis”, che rappresentava infine “la qualità essenziale dello storico”. Da quella prospettiva aerea potevano sicuramente scomparire molte differenze e generarsi alcuni errori di dettaglio, provocando l’ostilità del “piccolo erudito”, che è in parte “cautela e amore dei particolari precisi, ma che è sempre soprattutto “semplice incapacità a sostenere la vista di un oceano in burrasca o lasciare scorrere lo sguardo su un’ampia distesa, senza confondersi e smarrirsi. Se nell’età del positivismo, gli studi storici italiani erano decaduti, ciò era dovuto proprio a questa “perdita della speranza dell’altezza”, alla scomparsa del “coraggio” e della “forza di salire”. E se ora essi erano destinati a risorgere, lo potevano solo a condizione di ritrovare quelle qualità che in Oriani erano largamente operanti, nella misura in cui la sua storia d’Italia era stata suscitata dal “problema del presente”: dalla convinzione che “per sapere quello che essa è e può, bisogna sapere quello che essa è stata” » (pp. 34 e 35). Di Rienzo, come le righe sopra riportate esaurientemente dimostrano, va al punto, toccando le intime corde della storiografia di quel frangente e dirimendo domande epocali che sempre si pongono e ripropongono allo studioso. Per la memoria dei due infaticabili divoratori di libri è qui significativo ricordare la lettera, datata Milano, 26 marzo 1916, in cui Volpe, rivolgendosi a Croce, scrisse: «Egregio amico, ho atteso la fine di marzo per occuparmi della vostra cosa alla Braidense, perché mi diceste e scriveste che per allora solo avevate bisogno della copia della Storia di Marzia Basile del Giovanni della Carriòla. Ma le ricerche alla Braidense nella miscellanea Bertarelli sono state oggi sfortunate. Manca il catalogo e vi sono solo trenta o quaranta pacchetti di opuscoli, divisi secondo gli argomenti. Li ho aperti quasi tutti e di quasi tutti ho visto i titoli degli opuscoli e non ho trovato il vostro. Sebbene non sappia più dove cercare, tuttavia proverò ancora. Ma se avete qualche indicazione che possa aiutarmi nell’indagine, cresceranno le probabilità che io riesca» (p. 132). Vani furono i tentativi dell’indefesso Volpe, epperò Croce trovò lo stesso il prezioso volume presso un libraio antiquario a Roma. La benevolenza crociana è manifesta anche in merito al concorso che Volpe sostenne per insegnare presso l’accademia milanese, dove superò finanche Gaetano Salvemini, vicenda che Di Rienzo costruisce benissimo. In conclusione, tutte le lettere riportate in appendice, comprese quelle di Nicola Ottokar a Gioacchino Volpe, sono corredate da un cospicuo apparato di note, che accompagnano il lettore per mano, senza che esso possa perdere mai il filo del discorso.    

«La storia ci unisce e la realtà politica ci divide, un poco». Lettere di Gioacchino Volpe a Benedetto Croce 1900-1927, a cura e con un saggio introduttivo di Eugenio Di Rienzo, Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2021, 188 pagine, 9 €.

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Inquisizione, donne, ebrei (11/12/2021)

Sabato 11 dicembre 2021, alle ore 17:00Parresia, piattaforma digitale del network Cantiere Storico Filologico, ospita una discussione attorno ai libri Donne e Inquisizione, a cura di Marina Caffiero e Alessia Lirosi (Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2020) e L'Inquisizione e gli ebrei. Nuove ricerche, a cura di Marina Caffiero, con la collaborazione di Giuseppina Minchella (Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2021). 

Marina Caffiero, Alessia Lirosi e Giuseppina Minchella discutono con Vittoria Fiorelli, Luca Al Sabbagh e Daniele Santarelli. 

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