domenica 31 maggio 2020

Il virus della paura, la paura del virus (e della verità)

di Daniele Santarelli

Che cos’è e si può raggiungere la verità o almeno una parvenza di essa? Si può vivere la propria vita in modo degno e autentico o è inevitabile farsi travolgere dagli eventi, fino a doversi rassegnare a subirli passivamente? Meglio accontentarsi ed adattarsi cinicamente al gioco, cercando di ricavare da ogni mutamento e stravolgimento, anche repentino e inaspettato, il meglio per se stessi e per i propri interessi, non curandosi della dignità, dei vincoli di amicizia, degli affetti, oppure resistere e andare fino in fondo nella ricerca della verità, assumendo il rischio di pagare un prezzo durissimo? Sono interrogativi che, sulla scorta di dinamiche molto attuali, ci si pone inevitabilmente nel corso e alla fine della lettura del romanzo di Giambattista Scirè, Il virus della paura, fresco di stampa per i tipi di Santelli Editore. Valente storico contemporaneista, ingiustamente estromesso dai ruoli universitari, anche in conseguenza di una agghiacciante vicenda concorsuale e giudiziaria, conclusasi (per ora) con la condanna penale dei membri della commissione che gli negò un posto di ricercatore, preferendogli una persona sprovvista – al momento del concorso – di titoli pertinenti e perfino di un dottorato, Scirè riesce, con questa sua opera d’esordio come romanziere, a coinvolgere intensamente e drammaticamente il lettore, grazie alla trama inquietante e avvincente, e (aggiungiamo) lo manda pure abbastanza in crisi. Seguiamo così con curiosità e apprensione le disavventure di Paolo, il protagonista, un ex storico che con l’amico Roberto, avvocato, porta avanti un’azienda di consulenza legale. Con lo scoppio improvviso di una pandemia devastante che piega l’Italia (e le libertà costituzionali dei suoi cittadini), creando il terreno fertile per un colpo di stato, Paolo perde il lavoro e vede vacillare tutti i suoi punti fermi, conquistati a fatica. L’azienda chiude, gli amici ormai fraterni Paolo e Roberto si congedano, Paolo viene lasciato dalla fidanzata e per di più risulta positivo al tampone. Smarrito in una Roma semideserta e suggestiva e desideroso di capire di più della vicenda che ha sconvolto la sua vita, come quella dell’intero Paese, Paolo intraprende, con l’aiuto dello scaltro amico Lorenzo, conosciuto da poco ma col quale l’affiatamento è grande, un’indagine alla ricerca della verità che, tra virologi morti, inseguimenti e colpi di scena, ci trascina nell’imprevedibile e nell’inenarrabile. Un romanzo (solo un romanzo?) da leggere tutto d’un fiato, che cattura il lettore fino all’epilogo per nulla scontato. Un romanzo che lascia con l’amaro in bocca, che fa riflettere, smonta certezze, sconforta e, per così dire, “denuda” drammaticamente il lettore stesso, ponendolo di fronte alla propria fragilità umana ed esistenziale, ma suscitandogli al contempo desiderio di riscatto e di giustizia.

Giambattista Scirè, Il virus della paura, Santelli Editore, Cosenza 2020, 118 pp.

Per maggiori informazioni sul libro: https://www.santellieditore.it/product/il-virus-della-paura

Per consultare il blog del libro: http://www.ilvirusdellapaura.it/blog

sabato 30 maggio 2020

Ferite dell'anima e ferite del corpo: la medicalizzazione della confessione in età moderna

"Quaderni eretici" è una rivista on line ed open access, con periodicità annuale, che costituisce sin dal 2013 parte integrante del progetto Ereticopedia. La rivista ambisce prioritariamente a divenire un punto di incontro e di discussione per giovani studiosi, offrendo loro uno spazio per far conoscere i risultati delle loro ricerche, all'insegna dell'interdisciplinarietà e dell'attenzione verso i benefici che un'applicazione intelligente delle nuove tecnologie può dare alle scienze umane e sociali.
Attualmente è in preparazione il numero 8/2020. Le proposte per gli articoli saranno accettate e valutate entro il 31 ottobre 2020 e quelle per le recensioni entro il 30 novembre 2020; la sezione articoli sarà messa on line entro il 31 gennaio 2021; la sezione che comprende le recensioni entro il 15 febbraio 2021; l'intera annata entro il 28 febbraio 2021. Gli articoli e contributi già pronti per la pubblicazione possono essere resi disponibili alla consultazione sul sito della rivista prima dei termini sopra indicati, fermo restando che la struttura definitiva del n° 8/2020 sarà assemblata secondo quanto previsto.

Come anteprima del numero è già disponibile on line l'articolo di Domizia Weber, Ferite dell'anima e ferite del corpo. La medicalizzazione della confessione in età moderna. Il contributo convoglia varie riflessioni nate in seguito alla pubblicazione di recenti studi sul legame tra medicina e religione. L’articolo rivolge l’attenzione al nesso tra la figura del medico e quella del confessore in età moderna soffermandosi sul tema della contiguità tra salute dell’anima e salute del corpo. Nel mettere in luce il processo culturale di medicalizzazione della confessione, il saggio sottolinea la particolare importanza attribuita sia dai religiosi sia dai medici all’ascolto dei sofferenti in totale segretezza e discrezione. La letteratura in merito destinata ai confessori e agli operatori sanitari ribadiva infatti la necessità di lenire le ferite dell’anima e le ferite del corpo adottando un atteggiamento conciliante e comprensivo con i penitenti e i pazienti che si rivolgevano loro non solo per confidare i propri turbamenti ma anche per trovare semplice conforto. In questo modo, tra le due figure si profilò quasi una saldatura in virtù delle similitudini e del segreto professionale che ne caratterizzavano l’operato.

venerdì 29 maggio 2020

Carteggio tra Giuseppe Toniolo e Giacomo Vitale (1909-1913)

Sul portale "Storia della Campania" è disponibile il carteggio tra Giuseppe Toniolo e Don Giacomo Vitale (1909-1913), a cura di Armando Pepe.

Le smarrite missive scritte da Giuseppe Toniolo (1845-1918), economista e sociologo, figura di spicco del movimento cattolico italiano a cavallo tra Ottocento e Novecento, che hanno un certo significato anche sul versante degli studi ad esso dedicati, erano conservate presso la biblioteca dell'Associazione Storica del Medio Volturno a Piedimonte Matese. Fortunatamente erano state pubblicate, a metà anni sessanta del XX secolo, da Dante Bruno Marrocco. 

Per maggiori informazioni e per consultare i documenti collegarsi alla pagina:

sabato 23 maggio 2020

Documenti sulla diocesi di Alife in età moderna e contemporanea

Sul portale "Storia della Campania" è attiva una nuova sezione, "Documenti sulla diocesi di Alife in età moderna e contemporanea". Vi trovano posto alcuni documenti utili a delineare il contesto storico, ma anche antropologico sociale, o meramente religioso, della diocesi di Alife a partire dalla seconda metà del XVII secolo alla fine del XIX secolo; anche se talvolta appaiono quali piccoli tasselli di microstoria, se opportunamente collocati sono molto efficaci nella ricostruzione di periodi complessi ed altrettanto enigmatici.

Per maggiori informazioni e per consultare i documenti collegarsi alla pagina:
http://www.storiadellacampania.it/documenti-diocesi-alife

sabato 16 maggio 2020

Raimondo di Sangro principe di Sansevero

Nel Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo, fulcro del sito Ereticopedia, è stata pubblicata la voce  dedicata a Raimondo di Sangro principe di Sansevero (Torremaggiore, 30 gennaio 1710 – Napoli, 22 marzo 1771). Filosofo, letterato, inventore e mecenate, nonché promotore del complesso progetto iconografico della nota Cappella familiare, egli rappresentò uno dei simboli più emblematici del dinamismo culturale proprio del secolo dei Lumi napoletano ed europeo.

La voce, redatta da Martina Gargiulo, è consultabile alla pagina:

sabato 9 maggio 2020

Enrico Leone (1875-1940) e la sua parabola umana, intellettuale e politica

Sul sito "Storia della Campania" è stata inaugurata una nuova sezione che vuole dare un apporto concreto, prevalentemente documentale ma anche ermeneutico, alla ricostruzione della parabola umana, intellettuale e politica di Enrico Leone (Pietramelara, 1875-Napoli, 1940), figura tra le più emblematiche del socialismo rivoluzionario in Italia. Inseritosi a pieno titolo nel panorama culturale nazionale, Leone strinse rapporti amicali e di natura epistolare con molti esponenti dell'intellighenzia, non solo socialista ma anche liberale, dei suoi tempi. Fu impegnato negli studi per tutta la vita, nonostante che disordini di natura psichica, sopraggiunti nel 1925, ne limitassero l'intensità.

Per consultare la sezione connettersi alla pagina: http://www.storiadellacampania.it/enrico-leone

sabato 2 maggio 2020

Il saccheggio di Piedimonte nel 1799

Sul sito "Storia della Campania" è disponibile alla libera consultazione il testo "Il saccheggio di Piedimonte nel 1799" di Vincenzo Mezzala, a cura di Armando Pepe. Si tratta di una cronaca degli eventi - occorsi a Piedimonte d'Alife (ora Piedimonte Matese) tra il 1798 e il 1799 - scritta in presa diretta dall'avvocato Vincenzo Mezzala, domiciliato in Porta Vallata. Si tenga da conto che l'Autore, non conoscendo il francese, scrive come sente, per cui i cognomi degli ufficiali non sono - per la maggior parte - fededegni, e di conseguenza vanno presi con beneficio d'inventario. Data la prosa -, di non facile lettura e in qualche punto ostica se non criptica per la reiterata ipotassi -, si è ritenuto disporre il racconto per blocchi narrativi e/o periodi separati, per creare opportunamente tanti insiemi di proposizioni che costituiscano unità indipendenti dal punto di vista logico e grammaticale. La frammentarietà del testo è voluta giustappunto per una migliore fruizione.

Per consultare il testo collegarsi alla pagina: http://www.storiadellacampania.it/il-saccheggio-di-piedimonte-nel-1799