Sodano è uno storico dell’età moderna, con ricerche su corti e aristocrazie europee, santità e vita religiosa nel Mezzogiorno, soprattutto fra Seicento e Settecento. Per lui sono rendicontate 545 ore, contro le 442 del responsabile scientifico. Nessuna premialità, invece, per un terzo componente del gruppo, specialista di filologia della letteratura italiana e, in particolare, dantesca: tutte le sue 263 ore sono state classificate come attività di base, con peso zero. Cosa ha determinato una valutazione così diversa? Per comprendere, serve una descrizione del lavoro almeno altrettanto precisa di quella dei compensi.
I compensi previsti
La proposta presentata da Perna e successivamente approvata ripartisce così la premialità individuale:
Compensi aggiuntivi destinati alla busta paga. Importi lordi onnicomprensivi.
Quali attività hanno determinato la premialità?
Per comprendere la distribuzione occorre quindi sapere quali attività siano state associate a ciascuna categoria, quali risultati abbiano prodotto e come la ponderazione delle ore, insieme al costo orario individuale, abbia determinato il compenso. L’indicazione del coefficiente consente di leggere il calcolo, ma va accompagnata dalla descrizione del lavoro cui quel coefficiente si riferisce.
Per Ciro Perna il ruolo scientifico è identificabile: è il promotore e responsabile del progetto ed è direttamente impegnato nella filologia e nella tradizione dantesca. Anche in questo caso, la quantificazione di 21.408 euro richiede di poter collegare le ore ponderate agli incarichi, alle attività e ai risultati attestati.
Per Giulio Sodano, storico dell’età moderna, sono rendicontate 545 ore, più delle 442 del responsabile scientifico. Le sue ricerche riguardano le corti europee, le aristocrazie e la santità e la vita religiosa nel Mezzogiorno, soprattutto fra Seicento e Settecento. La partecipazione di uno studioso di un diverso ambito disciplinare può comprendere attività utili al progetto. Nei documenti fin qui esaminati, tuttavia, il suo contributo operativo non è descritto con un dettaglio sufficiente a ricostruire il rapporto fra attività, ponderazione e premialità. Quali compiti di progettazione o coordinamento ha svolto? A quali prodotti ha contribuito? Quali risultati sono stati considerati ai fini dei coefficienti attribuiti? Una descrizione puntuale permetterebbe di comprendere la determinazione dei 15.403 euro previsti.
Il confronto con Michele Rinaldi rende particolarmente rilevante il criterio adottato. Rinaldi è un filologo della letteratura italiana, ha insegnato Filologia italiana e Filologia dantesca alla Vanvitelli come professore associato, ha curato edizioni di testi di Dante ed è stato coinvolto nell’Illuminated Dante Project. Ha poi vinto un concorso per professore ordinario alla Scuola Superiore Meridionale, dove ha preso servizio il 14 maggio 2026.
Il finanziamento e il margine di progetto
Il rendiconto registra 105.880,87 euro sotto la voce «costi vari», 74.700 euro per personale non strutturato, 73.625 euro per il personale strutturato e 9.080,33 euro di costi indiretti. Le ultime due voci formano il margine di progetto di 82.705,33 euro.
Il margine così determinato deriva dalla valorizzazione delle ore del personale già dipendente dell’Università e dal riconoscimento dei costi generali e indiretti sostenuti dall’Ateneo. Il regolamento disciplina l’impiego di questi rimborsi e consente di destinarne una parte ai fondi di premialità. La loro provenienza spiega il meccanismo contabile; la successiva distribuzione richiede l’applicazione dei criteri previsti per i compensi.
Quanto prevede il regolamento e quanto dipende dalla
scelta sul progetto
All’interno della quota dipartimentale, il prospetto destina 36.812,50 euro alla premialità individuale dei docenti, quota P1; 3.775,64 euro alla premialità tecnico-amministrativa, quota P2; 943,91 euro al fondo generale di premialità dei docenti dell’Ateneo, quota P3; e indica un residuo di 16.361 euro per la ricerca.
P3 corrisponde al 2,5% del totale destinato alla premialità dei docenti, cioè P1+P3. P2 equivale, nel prospetto MaTELDa, al 10% di quella stessa somma: il minimo ordinario previsto per il personale tecnico-amministrativo, con le condizioni di compatibilità con le regole di rendicontazione stabilite dal regolamento. P1, P2 e P3 sono già comprese nel 70% assegnato al Dipartimento: il 2,5% e il 10% si applicano a una base diversa dal margine complessivo e non si sommano al riparto iniziale 70%/30%.
La quota P1 di 36.812,50 euro coincide con il 50% esatto dei 73.625 euro attribuiti al costo del personale strutturato. Il regolamento generale non impone questa percentuale. Per i progetti attuativi del PNRR, in presenza dei costi figurativi considerati dalla disciplina, consente che P1+P2+P3 raggiungano il 100% del margine al netto della quota centrale: stabilisce una possibilità e un limite massimo. L’Ateneo può, ma non deve, destinare alla premialità somme di questa entità. Prevedere quasi 37 mila euro di compensi aggiuntivi in busta paga per due docenti resta dunque una scelta da spiegare attraverso le attività svolte e i risultati conseguiti. Per ricostruire il criterio che ha condotto, nel caso MaTELDa, alla scelta del 50%, occorrono la programmazione del progetto e le eventuali disposizioni applicative utilizzate.
Fra i prospetti restano due differenze di entità minima, da riconciliare: sottraendo P1, P2 e P3 dalla quota dipartimentale si ottengono 16.361,69 euro, a fronte dei 16.361 indicati come residuo; la somma dei due compensi individuali è invece di 36.811 euro, inferiore di 1,50 euro alla quota P1.
Tre riparti successivi: il margine è una componente del totale; le premialità sono una destinazione del margine.
Differenza fra i due importi: € 6.382,55.
Ogni riparto usa la propria base di calcolo. Le percentuali del terzo riparto esprimono il peso di ciascuna voce sui € 57.893,74 del Dipartimento. Le percentuali regolamentari del 2,5% per P3 e del 10% per P2 si applicano invece a P1+P3 (€ 37.756,41).
Due importi da distinguere: P1 è pari a € 36.812,50; i compensi individuali proposti per Perna e Sodano sommano € 36.811,00. Differenza: € 1,50.
Residuo per la ricerca: il prospetto riporta € 16.361,00; sottraendo P1, P2 e P3 dalla quota dipartimentale si ottengono € 16.361,69. Differenza da riconciliare: € 0,69.
Percentuali arrotondate a un decimale; lunghezze delle barre calcolate sugli importi.
La programmazione e i passaggi amministrativi
Per MaTELDa il documento contabile finale richiama la delibera n. 19 del 18 giugno 2024. La documentazione di quella fase, letta insieme al rendiconto conclusivo, consentirebbe di confrontare i compiti e gli impegni orari programmati con quelli rendicontati. Per gli eventuali aggiornamenti del piano di coinvolgimento del personale, il regolamento prescrive la registrazione nella banca dati dell’Ateneo e la comunicazione al Centro servizi per la ricerca.
Il prospetto sulla consistenza del margine è stato sottoscritto il 12 maggio 2026 anche da Giulio Sodano, nella sua qualità di direttore del Dipartimento, e validato dall'amministrazione il 18 maggio. Nello stesso giorno Perna ha firmato la richiesta di erogazione della premialità. La sottoscrizione del margine riguarda la coerenza contabile ed è distinta dall’approvazione della distribuzione individuale, intervenuta attraverso l’iter collegiale.
Il regolamento affida al responsabile scientifico la proposta di ripartizione e l’attestazione delle attività effettivamente svolte, comprese le proprie. L’approfondimento riguarda quindi la documentazione scientifica e le schede di attività che sostengono la richiesta e permettono di verificare i criteri applicati.
Il confronto con le borse di ricerca
La borsa di quattro mesi per l’immissione di metadati descrittivi nella piattaforma Omeka, prevista dal D.D. n. 155 del 7 maggio 2025, aveva un importo lordo onnicomprensivo di 4.500 euro. Il testo iniziale indicava 1.225 ore; il successivo D.D. n. 162 del 14 maggio 2025 ha rettificato il monte ore a 500. Il dato corretto è quindi di 500 ore in quattro mesi, pari a 9 euro lordi onnicomprensivi per ora.
La coincidenza fra gli importi banditi e la voce «personale non strutturato» consente questa ricostruzione. Per accertare pagamenti effettivi, decorrenze ed eventuali proroghe occorrono gli atti di conferimento e liquidazione e i provvedimenti relativi alle durate. L’articolo 11 dei bandi contempla una proroga, subordinata anche al prolungamento del progetto; la previsione non dimostra che sia stata concessa.
I 36.811 euro della premialità individuale prevista per Perna e Sodano equivalgono a circa il 49,3% dei 74.700 euro complessivamente banditi per le otto borse. Il confronto descrive la dimensione delle due destinazioni di risorse, che corrispondono a rapporti e attività differenti.
La base normativa e le condizioni da verificare
Va distinta la disciplina del comma 1-bis, introdotta nel 2023 e attuata dal D.M. MUR n. 1299 del 27 settembre 2023: quel fondo per la valorizzazione dei risultati della ricerca riguarda progetti europei o internazionali non compresi nel PNRR. La sua delimitazione non equivale a un divieto generale riferibile a ogni altra forma di premialità finanziata con risorse pubbliche.
Rileva inoltre l’articolo 1, comma 16, della legge n. 230/2005, che collega l’eventuale retribuzione aggiuntiva dei professori a tempo pieno a impegni ulteriori oggetto di specifico incarico e ai risultati conseguiti. Il regolamento Vanvitelli richiede a sua volta una dichiarazione del responsabile scientifico sull’assenza di disposizioni ostative nel finanziamento e nelle norme applicabili. La verifica sul caso concreto deve quindi riguardare le condizioni del bando, gli incarichi, le attività attestate e i criteri impiegati per determinare gli importi.
Rendere verificabile il rapporto fra lavoro e compensi
Servono soprattutto i time-sheet e le schede o relazioni che descrivono le attività associate ai diversi coefficienti. Per ogni importo dovrebbe essere possibile ricostruire il percorso: incarico assegnato, lavoro svolto, prodotto o risultato, peso attribuito alle ore e calcolo del compenso.
Il quadro dovrebbe comprendere il dettaglio dei 105.880,87 euro iscritti alla voce «costi vari», dei 74.700 euro destinati al personale non strutturato e dei prodotti scientifici e digitali resi disponibili alla collettività. Una descrizione di questi elementi permetterebbe di collegare il rendiconto agli obiettivi del finanziamento.
La domanda centrale resta concreta: quali attività sono state svolte e quali risultati hanno determinato la diversa premialità dei partecipanti? La documentazione del progetto dovrebbe dare conto di queste scelte e permettere di discuterne nel merito, con la trasparenza che l’impiego di risorse pubbliche richiede.
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