sabato 24 novembre 2018

Dal "Repertorio degli inquisitori e delle sedi inquisitoriali" al volume "I giudici della fede"

Come realizzare una efficace e funzionale sinergia tra cartaceo e digitale? Un esempio originale può essere rappresentato dal rapporto, ancora tutto in evoluzione e in divenire, che lega il "Repertorio degli inquisitori e delle sedi inquisitoriali" (strumento online) al volume I giudici della fede. L'Inquisizione romana e i suoi tribunali in età moderna , pubblicato nel novembre 2017 nell'ambito della collana Studi storici, filologici e letterari delle Edizioni CLORI.

Il "Repertorio degli inquisitori e delle sedi inquisitoriali" (consultabile a partire dalla pagina http://www.ereticopedia.org/repertorio-inquisitori) è una sezione trasversale di Ereticopedia, online dal maggio 2013 ed in continua fase di aggiornamento ed espansione, che propone una navigazione mirata tra serie di voci articolate o più brevi schede biografiche riguardanti i personaggi che operarono al servizio dell'Inquisizione romana a partire dal 1542: in primis i cardinali inquisitori, poi i commissari generali, gli assessori, i consultori della Congregazione, nonché i delegati, vicari, consultori etc. dei tribunali locali. Una sotto-sezione specifica è dedicata alle strutture locali dell'Inquisizione romana; ed un'altra sotto-sezione specifica alle strutture locali dell'Inquisizione spagnola.

Una parte del lavoro svolto nell'ambito del Repertorio è confluita nel volume I giudici della fede. L'Inquisizione romana e i suoi tribunali in età moderna (Edizioni CLORI, Firenze 2017), corredato da una prefazione di Herman H. Schwedt e da una introduzione di Daniele Santarelli, nel quale si forniscono le cronotassi degli Inquisitori delle sedi locali dell’Inquisizione romana in età moderna, con l'intento di offrire al pubblico uno strumento agile e di facile consultazione, che si affianchi alle schede già presenti on line. I giudici della fede si presta ad un duplice uso: se consultato in forma digitale e online, si integra con le pagine di Ereticopedia, che di fatto fungono da sua “espansione”, in continuo sviluppo ed aggiornamento; se consultato in forma cartacea, svolge la funzione di pratico repertorio ad uso di studiosi ed appassionati, che, pur offline, possono comunque “navigare” tra le sedi inquisitoriali alla ricerca di preziose informazioni storiche. Il volume è liberamente consultabile e scaricabile in formato digitale sul sito delle Edizioni CLORI e/o acquistabile in cartaceo su Amazon.

Il "Repertorio degli inquisitori e delle sedi inquisitoriali" è dunque venuto molto prima del volume I giudici della fede, ne è stato il presupposto, ma continua a svolgerne il ruolo di "espansione" ed appendice dinamica, favorendo la disseminazione del lavoro di studio e di ricerca. In operazioni come queste si manifestano tutta l'utilità e le grandi potenzialità delle Digital Humanities.






sabato 17 novembre 2018

Terza Conferenza Nazionale di Public History (Santa Maria Capua Vetere, 24-28 giugno 2019)

Siamo lieti di diffondere la notizia del call for paper della Terza Conferenza Nazionale di Public History, a cui farà da sfondo per l'occasione una terra ricchissima di storia e patrimonio culturale.
La Conferenza, organizzata dall'Associazione Italiana di Public History (AIPH), si svolgerà a Santa Maria Capua Vetere, presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", dal 24 al 28 giugno 2019.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito dell'AIPH, alla pagina:
Al call for paper, che scade il 31 gennaio 2019, seguirà un call for poster (che sarà aperto il 15 febbraio 2019, con scadenza al 15 aprile 2019).

L'Associazione CLORI, sin dalla sua nascita particolarmente attiva nel terreno delle Public & Digital Humanities, è entusiasta di avere un suo rappresentante nel comitato scientifico di questa prestigiosa Conferenza.

domenica 11 novembre 2018

Inaugurazione di CLORI TV

https://www.youtube.com/playlist?list=PLZ4bRrRdsTsrtTUArEAW0NZwQ3LR0sBZX
Con piacere, comunichiamo che è stata attivata la nostra CLORI TV, una nuova iniziativa dell'Associazione CLORI, mirata a disseminare le proprie attività scientifiche e culturali, come sempre nel solco delle Digital & Public Humanities. 
Si tratta al momento di una semplice playlist collegata all'account Youtube dell'Associazione CLORI, che raccoglie video di eventi organizzati da membri del nostro gruppo o a cui membri del nostro gruppo hanno partecipato e che contiamo di arricchire progressivamente di utili e (speriamo) "simpatici" contenuti.

È possibile visualizzare i video di CLORI TV a partire dal seguente link: 
https://www.youtube.com/playlist?list=PLZ4bRrRdsTsrtTUArEAW0NZwQ3LR0sBZX

venerdì 9 novembre 2018

Da Ereticopedia al gruppo “Storici e filologi in rete” e al “Cantiere Storico Filologico”: comunicare la storia del dissenso mediterraneo attraverso un network di Digital Humanists

Il nostro network Cantiere Storico Filologico è stato presentato da Domizia Weber, con la relazione dal titolo Da Ereticopedia al gruppo “Storici e filologi in rete” e al “Cantiere Storico Filologico”: comunicare la storia del dissenso mediterraneo attraverso un network di Digital Humanists, nell'ambito del convegno "I hope that someone gets my message in a bottle". Indagine sul destinatario. Il convegno, promosso dal Dottorato di ricerca in Studi letterari, linguistici e storici del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Salerno, con il patrocinio dell'Associazione Italiana di Public History (AIPH), si è svolto nel campus universitario di Fisciano, presso la Biblioteca di Studi Letterari, Linguistici e Filologici, dal 6 all'8 novembre 2018.
L'intervento di Domizia Weber è visualizzabile su Youtube, cliccando QUI (oppure cliccando sull'immagine qui sotto).


domenica 4 novembre 2018

Dalle antiche alle nuove ‘corti’. Machiavelli dai ‘castellucci’ di San Casciano all’epoca della comunicazione globale

L’Associazione culturale "Sgabuzzini Storici" di San Casciano in Val di Pesa (FI) organizza per il 16 e 17 novembre 2018 un convegno su Niccolò Machiavelli; presso Casa Machiavelli, più comunemente nota come l’Albergaccio, cioè la dimora in Sant’Andrea in Percussina dove lo scrittore trascorse gli anni dell’esilio, alcuni storici e studiosi ne ripercorreranno la vita, delineandone il profilo e mettendo in luce gli aspetti salienti di una figura così particolare. Ai vari interventi seguirà un dibattito per avviare un dialogo ed un confronto sulle tematiche messe in luce.
Il convegno è reso possibile grazie a un finanziamento pluriennale che l'Associazione "Sgabuzzini Storici" ha ottenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (per maggiori informazioni cfr. https://www.gonews.it/2018/10/03/casa-machiavelli-finanziamento-san-casciano-valorizzare-la-figura-dello-scrittore).





sabato 3 novembre 2018

Condanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento

Le Edizioni CLORI annunciano la pubblicazione, nell'ambito della collana Studi storici, filologici e letterari, del volume di Federica Dallasta, Condanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento (Firenze, Edizioni CLORI, 2018, 728 pp., ISBN 978-88-942416-3-1). 
Il volume, come di consueto per le opere della collana menzionata, è consultabile e scaricabile liberamente in formato digitale sul sito delle Edizioni CLORI, mentre il formato cartaceo è acquistabile on line.


Federica Dallasta, Condanne e carriere. Inquisizione e censura libraria a Parma nel Settecento, Edizioni CLORI, Firenze 2018, 728 pp., ISBN 978-88-942416-3-1

Come tracciare la storia di un’istituzione d’ancien régime senza poter consultare le carte che essa ha prodotto nel corso del tempo? Come ricostruirne i rapporti con altre istituzioni laiche ed ecclesiastiche, locali ed estere? Com’era percepita la sua presenza nella società? Come condizionava con la sua azione la vita e la libertà delle persone? La monografia, data per acquisita l’ormai irreversibile dispersione dell’archivio dell’Inquisizione di Parma, si avvale di documentazione alternativa scoperta in abbondanza presso alcuni archivi italiani e vaticani e la presenta con testi, appendici e indici che permettano di dare risposte ai tanti quesiti che l’argomento storiografico propone. Dopo il saggio introduttivo di Herman H. Schwedt, che istituisce confronti fra l’Inquisizione di Parma e di altre realtà statali italiane, il libro evidenzia in particolare gli scopi degli inquisitori, dei loro collaboratori e dei cardinali delle due congregazioni romane del Sant’Ufficio e dell’Indice, da cui partivano gli ordini per le varie procedure della censura libraria e della punizione dei reati di fede.

Per maggiori informazioni visita il sito delle Edizioni CLORI: http://www.edizioniclori.it

venerdì 2 novembre 2018

Sguardi di donna

L'Associazione culturale "Sgabuzzini Storici" organizza a San Casciano Val di Pesa (FI), presso la Biblioteca Comunale, un ciclo di incontri sul tema Sguardi di donna. Il 25 ottobre 2018, alle ore 18:00, Eleonora Pinzuti ha presentato il libro di poesie Con Figure. Il 15 novembre 2018, alle ore 18:00, Domizia Weber parlerà di stregoneria, magia terapeutica e medicina nel Cinquecento, delineando i profili di guaritrici e presunte streghe. Le grandi migrazioni interne nell'Italia degli anni del boom economico saranno invece al centro dell'incontro con Anna Badino, previsto per il 22 novembre 2018, sempre alle ore 18:00, che presenterà uno scenario del tutto diverso, rispetto all'immaginario comune, del rapporto tra emigrazione femminile e lavoro.


giovedì 1 novembre 2018

Discriminazioni etniche e razziali e appartenenze religiose (Firenze, 24-26 ottobre 2018)

di Davide Trentacoste 

L’atelier dell’Istituto Sangalli dedicato ai giovani studiosi, arrivato ormai alla sua quarta edizione, è un interessante – oltre che prezioso – momento di incontro e confronto internazionale. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema delle discriminazioni etniche e religiose fra il 1400 ed il 1850. Nel corso delle tre giornate di studi si sono alternati importanti studiosi italiani e numerosi giovani provenienti da diverse parti del mondo. Ciò ha permesso di avere un quadro molto ampio sia dal punto di vista cronologico che geografico delle discriminazioni e delle loro varie declinazioni nel corso dei secoli; il tutto negli splendidi ambienti posti in Piazza San Firenze. Le giornate sono state inaugurate da Maurizio Sangalli, presidente dell’Istituto, che ha reso gli ospiti partecipi dell’apprezzamento mostrato dal Presidente della Repubblica per l’iniziativa volta a favorire la convivenza e la tolleranza. Il prof. Sangalli ha poi rivolto un doveroso pensiero alla memoria del giovane dottorando Giulio Regeni, purtroppo ancora in attesa di giustizia. Subito dopo è stato il momento di Rav Amedeo Spagnoletto (Rabbino capo di Firenze) e Yassine Lafram (presidente dell’UCOII) per la prima volta insieme dopo le rispettive recenti elezioni, la cui presenza ha donato valore aggiunto e visibilità mediatica all’evento. I due importanti ospiti hanno ricordato ai giovani studiosi i pericoli rappresentati dalla perdita della memoria storica e la negazione di eventi tragici come l’Olocausto ed hanno inoltre auspicato il riproporsi di simili iniziative per favorire la convivenza e la tolleranza. I lavori sono cominciati ufficialmente con l’intervento del prof. Massimo Giannini, direttore dell’Istituto, che ha sottolineato come nell’affrontare la questione del razzismo e del pregiudizio etnico e religioso non si debba mai prescindere dal contesto – storico, sociale e geografico – nel quale si svilupparono. La prima giornata è proseguita quindi con la relazione del prof. Francisco Bethencourt (King’s College, Londra), riguardante la situazione dei nuovi cristiani convertitisi dall’ebraismo nella Spagna della prima epoca moderna e delle loro strategie per sottrarsi all’inquisizione. Ha proseguito poi il dr. Mohamed Oussama Benatallah (Emir Aldelkader University of Islamic Sciences, Costantina) con un intervento che ha sottolineato la differenza di status degli ebrei in Spagna fra dominazione musulmana alto medievale e quella cristiana post Reconquista, richiamandosi anche al mito di Al-Andalus. Ha concluso il primo giorno il paper della dott.ssa Maria Vittoria Comacchi (Ca’ Foscari, Venezia) riguardante la situazione dei letterati ebrei spagnoli che per varie ragioni si trovarono a dover fuggire in Italia ed al loro ruolo nella società. La seconda giornata è iniziata con la relazione della prof.ssa Irene Fosi (Università Gabriele D’Annunzio, Chieti-Pescara) sull’atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti dei matrimoni misti, in particolare nell’area balcanica in età moderna. Subito dopo il dott. Davide Esposito (Università Federico II, Napoli) ha parlato dei processi inquisitoriali a cui venivano sottoposti gli ebrei nel Cinquecento. Ha proseguito poi la dott.ssa Silvia Toppetta (Università La Sapienza, Roma) con un intervento sulla situazione degli ebrei residenti nel Ducato di Modena mettendo in risalto la differenza di trattamento che ricevevano coloro che vivevano nella capitale del ducato e chi nei centri minori. Ha chiuso quindi la prima sessione della giornata il dott. Javier González Torres (Universidad de Málaga) con un intervento sulla promozione del culto eucaristico come arma contro la resistenza religiosa dei Moriscos nei territori del vecchio Regno di Granada. I lavori sono poi ripresi con la prof.ssa Rosita D’Amora (Università del Salento), il cui intervento ha mostrato come la discriminazione e la differenziazione etnica o religiosa passassero anche per il modo di vestire, lo stile ed il colore dell’abbigliamento. Successivamente il dott. Santiago Francisco Peña (Universidad de Buenos Aires) ci ha portati nella Francia della seconda metà del XV secolo, dove si rifugiarono molti dotti bizantini in fuga dopo la caduta di Costantinopoli in mano agli Ottomani e nello spazio riservato loro nella cultura rinascimentale francese. In seguito la dott.ssa Lucia Martines (Università degli Studi di Genova) ha trattato la questione dell’Islam e della critica positivista che gli veniva rivolta nel corso dell’Ottocento. La giornata è stata conclusa dall’intervento del dott. Matteo Lazzari (Alma Mater Studiorum, Bologna) e dal suo tentativo di ricostruire la situazione dei neri nella narrazione storiografica del Messico fra XVI e XVII secolo. L’ ultimo giorno è cominciato con la relazione del dott. Peter Benka (Comenius University of Bratislava) a proposito delle varie identità religiose dell’Ungheria settentrionale fra XVII e XVIII secolo, dei loro simboli e la preservazione delle loro comunità. Ha proseguito poi il prof. Pierluigi Valsecchi (Università degli Studi di Pavia) con un intervento a proposito delle società africane della regione del Golfo di Guinea fra Settecento ed Ottocento, ed il loro ricorrere, fin quasi alla metà del XIX secolo, alla pratica dei sacrifici umani rituali. Gli interventi degli ospiti internazionali sono proseguiti con Hicham Boutaleb (Universiteit van Amsterdam)che ha parlato della questione dei musulmani spagnoli nella storiografia iberica del XIX secolo ed a come si guardasse ad Al-Andalus come modello mitizzato di convivenza. I lavori si sono dunque avviati verso la conclusione con le relazioni di Thomas Franke (University of California, Santa Barbara) e Ahmet Gencturk (Università di Roma “Tor Vergata”) riguardanti, rispettivamente, l’origine degli schiavi africani e la loro vendita a Valencia nel XVI secolo e le missioni religiose protestanti americane e la loro opera in Medio Oriente nel XIX secolo. In conclusione ripercorrendo diversi casi studio, l’Atelier ha messo in luce come purtroppo le tensioni etniche e religiose siano state parti integranti delle relazioni fra società umane. La Storia ci insegna dunque che non si è mai davvero al sicuro dall’odio e che per questo si debba vigilare continuamente per preservare i valori alla base della convivenza pacifica fra uomini, soprattutto in un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo. Ben vengano dunque iniziative come questa appena conclusa e promossa dall’Istituto Sangalli a difesa della libertà di espressione e della tolleranza reciproca. La Storia forse non sempre può essere Magistra Vitae ma sicuramente deve essere un punto di partenza al quale guardare per rendere migliore se non il presente almeno il futuro.