Visualizzazione post con etichetta Studiosus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Studiosus. Mostra tutti i post

Aggiornamenti di «Studiosus»

di Francesca Favaro

Presso il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) sono apparsi, nei primi mesi del 2022, tre nuovi contributi. A febbraio è uscito il saggio Da Omero a Saffo: il divino, nei giardini di Grecia, dedicato al tema della natura quale spazio sacro entro il cui rigoglio si manifestano gli Olimpî: dai poemi omerici sino ai versi dei lirici, queste numinose epifanie variamente si screziano, nel contatto con i mortali. 

Sempre imperniato sul genere lirico, ma ‘trasferito’ nel contesto della Roma augustea, il saggio “Splendidior vitro”: Orazio e la malinconia, indugia sul cesello, affilato seppur squisito, con il quale il Venosino esprime, tramutandola in sorprendente nitidezza, l’ombrosità del proprio animo inquieto. 

Infine, il mese di maggio propone, con il saggio Un manipolo di papaveri rossi, il confronto di un’immagine – un ardente mazzo di fiori estivi stretto da mani di donna – attraverso i secoli: dall’idillio teocriteo Le Talisie sino alla novella verghiana, appartenente a Vita dei campiLa lupa

Per approfondire: https://studiosus.hypotheses.org

Aggiornamenti di «Studiosus»

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) ha proposto, dal mese di febbraio al mese di dicembre 2021, svariati contributi. A febbraio è uscito il saggio Da Fatum alle Fate, il destino che, esplorando il mutamento di significato del termine in lingua latina, plurale o singolare, indicativo di ‘ciò che è stato detto per sempre’ (dal verbo fari), giunge alle creature magiche, potenti e leggiadre al tempo stesso, che popolano la letteratura inglese. Il saggio pubblicato a marzo, L’oro di Mimnermo, l’argento di Leopardi, sviluppa una comparazione fra la sensibilità dell’antico lirico greco, i cui versi giunti sino a noi appaiono tramati di aurei bagliori, e la sensibilità leopardiana: l’identico rifiuto della vecchiaia, nonché il medesimo, disperato attaccamento alla giovinezza espressi da Mimnermo si rivestono, negli idilli del Recanatese, di riflessi argentei, lunari. Di giugno è il contributo La nave più terribile (Ifigenia, o della partenza), imperniato sul tragico episodio, rievocato da Eschilo, che vede la figlia di Agamennone perire sotto il coltello sacrificale affinché le truppe achee prendano il largo alla volta di Troia.
Infine, si segnala che «Studiosus» si è arricchito di una nuova sezione: Letture, dal Canzoniere di Petrarca, che si ripromette di commentare, riservando una breve interpretazione a ciascuno dei Rerum vulgarium fragmenta, l’intera silloge. Sinora sono apparse le interpretazioni relative ai primi tre sonetti, intitolate rispettivamente Breve sogno (Canzoniere, 1); Leggiadria (Canzoniere, 2); Dell’impallidire (Canzoniere, 3).

Aggiornamenti di «Studiosus»

di Francesca Favaro 


Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) ha proposto, dalla seconda metà del 2020 sino a gennaio 2021, tre nuovi contributi. Ad agosto 2020 è uscito il saggio Poeti della memoria: Petrarca, Saffo, dedicato alle differenti risonanze con cui il motivo del ricordo filtra e reinterpreta le emozioni dell’esistere nei versi superstiti dell’antica poetessa e nelle rime del cantore di Laura. Apparso in chiusura d’anno, a dicembre, il pezzo In ascolto, le Muse lambisce, seppur da tutt’altra prospettiva, sempre il profilo della Memoria (in questo caso da identificare con una dea: Mnemosine, madre appunto delle Muse) e si sofferma sul mistero dell’ispirazione: talvolta, pare che siano le Muse ad ascoltare i poeti… Infine, pubblicato nel gennaio 2021 a inaugurare l’anno nuovo, il saggio Sopra lo scoglio ‘arretra’, nella comparazione, da una suggestione verghiana – il cosidetto “ideale dell’ostrica” – sino alle immagini del polipo (tenace, paziente, sorprendentemente versatile e saggio) aggrappato alle rocce nell’Odissea omerica e in alcuni frammenti dei lirici greci.

Aggiornamenti di «Studiosus»

di Francesca Favaro 

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) ha proposto, tra la fine del 2019 e la prima parte del 2020, svariati nuovi saggi. Nella sezione concernente l’opera dantesca si trova il contributo, dal taglio comparatistico, intitolato Omero nella Vita nova: da Ettore a Beatrice; la sezione Sempre, l’antico accompagna in un’iniziale esplorazione delle profondità boschive, intese come dimensione spirituale, con il saggio Boschi, dentro di noi; a Omero, nella medesima sezione, è dedicato il contributo Odissea, XI (o del narrare), sulla natura anche meta-letteraria del poema. Sempre in seno alla classicità, ma nell’età ellenistica, si spinge il saggio Storie di pastori: l’innocenza sapiente del Dafni e Cloe di Longo Sofista; Gli occhi del pavone illustra poi l’originale rielaborazione del mito di Argo offerta da Marino nell’Adone. Infine, il pezzo Marzo 2020. Attraverso Leopardi, riflessioni sulla solitudine, nella solitudine, a partire dallo Zibaldone si sofferma sulla condizione d’isolamento che di recente tutti abbiamo attraversato (o nella quale sempre siamo…).

"Sogni non perduti" e "Il colore del mare"

di Francesca Favaro 

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) si è arricchito, durante i mesi di agosto e di ottobre 2019, di due nuovi saggi. Il primo, appartenente alla sezione dedicata all’opera dantesca e intitolato Sogni non perduti, nella Divina Commedia, compara le descrizioni dei sogni che avvolgono il pellegrino Dante, protagonista del viaggio oltramondano, alla differente atmosfera e sostanza di sogno, che – forse in modo meno esteriormente visibile, ma più profondo – permea il poema. Il secondo, appartenente alla sezione riservata alla permanenza dell’antico, riflette invece sulle sfumature e sui cromatismi che i poeti, da Omero in poi, vedono racchiusi nelle onde: il titolo del saggio è infatti Il colore del mare.


Per leggere i saggi collegarsi alle pagine: 

https://studiosus.hypotheses.org/369 (Sogni non perduti)

Come le foglie

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org
propone, nel mese di luglio 2019, un nuovo saggio, Come le foglie. Dedicato ai significati assunti, in letteratura, dal tema delle foglie – emblemi della condizione umana – variamente fiorenti e sfiorenti, sui rami, il saggio considera alcune declinazioni ed esempi di questo (peraltro diffusissimo) topos, a partire dall’omerica Iliade sino alla contemporaneità, rappresentata da un racconto di Mauro Corona.

Per leggere il saggio collegarsi alla pagina: 
https://studiosus.hypotheses.org/360

Primavera, o del ritorno

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) si è arricchito, durante il mese di giugno 2019, di un breve saggio intitolato Primavera, o del ritorno (ancora su Rvf, 310). Come dichiara il sottotitolo, il contributo si sofferma sul componimento petrarchesco in cui lo schiudersi gioioso della natura, a primavera, viene contrapposto dal poeta alla sterilità che si è impadronita del suo cuore dopo la morte di Laura. L’interpretazione proposta cerca di suggerire cosa sia, autenticamente, che ritorna, nella lirica aperta appunto dal celeberrimo verso «Zephiro torna, e ’l bel tempo rimena». 


Per leggere il saggio collegarsi alla pagina: https://studiosus.hypotheses.org/352 

Visioni euganee nelle pagine di Antonio Fogazzaro, Gabriele D’Annunzio, Dino Buzzati

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) si è arricchito, durante il mese di aprile 2019, di un saggio intitolato Visioni euganee nelle pagine di Antonio Fogazzaro, Gabriele D’Annunzio, Dino Buzzati. Dalle descrizioni di Piccolo mondo moderno dedicate all’abbazia di Praglia, attraverso le tenui memorie di Arquà presenti nel Fuoco sino al ‘racconto’ buzzatiano Festa in villa col mago, messo in scena a Luvigliano, i Colli Euganei, sebbene ritratti in modo assai diverso, appaiono sempre non solo suggestivi, bensì ‘potenti’: sono infatti, di volta in volta, viatico verso la spiritualità, occasione di recuperare la perduta dolcezza del vivere, magica manifestazione di un impenetrabile mistero.

Per leggere il saggio collegarsi alla pagina: https://studiosus.hypotheses.org/340


"Storia di venti e di fanciulle rapite" e "Il tempo di un’onda"

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) si è arricchito, durante il mese di febbraio 2019, di due saggi. Il primo, appartenente alla sezione riservata alle riprese dell’antico e intitolato Storia di venti e di fanciulle rapite, ripercorre, comparandoli sulla filigrana di memorie letterarie unite a suggestioni iconografiche, i miti di Orizia rapita da Borea, vento di Tracia, e di Flora, amata dal vento Zefiro. Delle fanciulle protagoniste delle due vicende si analizza, soprattutto, la differente (e sempre singolare) maternità. Il secondo saggio, Il tempo di un’onda, è dedicato a scrittori che, innamorati di Venezia, rivaleggiando nelle loro pagine con il colorismo pittorico della Serenissima, tentano di catturare in prosa le sue infinite iridescenze di luce. La vibratile ricchezza delle sfumature che, fra cielo e acqua, avvolgono Venezia, viene trasposta da Pietro Aretino, quasi sopraffatto dallo splendore di un tramonto, in una missiva indirizzata a Tiziano nel maggio 1544; con un virtuosistico indugio nella variazione, permea inoltre il romanzo di d’Annunzio Il fuoco.

I due saggi sono consultabili collegandosi alle pagine https://studiosus.hypotheses.org/319 (Storia di venti e di fanciulle rapite) e https://studiosus.hypotheses.org/329 (Il tempo di un’onda).


Giovanni Pascoli, San Francesco… e un battito d’ali

di Francesca Favaro


Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) si è arricchito nella sezione generale, durante il mese di dicembre 2018, di un saggio dal titolo Giovanni Pascoli, San Francesco… e un battito d’ali.
In uno dei Poemi Italici pascoliani, dedicato a Paolo Uccello (Paolo di Dono) ed edito nel 1911, l’ingenuo incanto proprio di uno dei più celebri Fioretti, dedicato alla predica rivolta dal Santo di Assisi agli uccellini, ritorna nell’opera del pittore, solito rivestire con le immagini di creature alate le pareti della propria dimora, nonché nel sogno in cui gli appare e gli si rivolge Francesco stesso, che dona autentica vita alle sagome dipinte. Mirabile esempio di squisitezza sinestetica, di una poesia visiva e musicale al contempo, Paolo Ucello davvero immerge il lettore in un intenso squarcio di natura, tale da rammentare le superstiti immagini di giardini effigiati durante la classicità e giunti sino a noi.

Per leggere il saggio collegarsi alla pagina: https://studiosus.hypotheses.org/261


Usignolo: storia di un canto

di Francesca Favaro

Il carnet de recherche «Studiosus» (https://studiosus.hypotheses.org) si è arricchito nella sezione generale di un saggio dal titolo Usignolo: storia di un canto. Prima parte di un percorso critico che verrà ampliato con un seguito e uno sviluppo ulteriori, il saggio accompagna lo snodarsi, attraverso le epoche, del topos letterario che ha come protagonista l’usignolo, sofferto e magnifico cantore della notte. Dalla Grecia di Saffo e Alceo, nei cui superstiti frammenti ancora riecheggiano, intatte e fresche, le note dell’usignolo, voce di primavera, attraverso lo struggimento del Virgilio georgico, si giunge alla modernità: alla dolente solitudine di Petrarca, alle melodie cinquecentesche, sino al luccichio del Barocco, che tramuta il malinconico uccellino in un virtuoso impegnato in un perpetuo agone.

Per leggere il saggio collegarsi alla pagina: https://studiosus.hypotheses.org/129